8 dic
Forse la scalata verso il verde non è proprio impossibile
Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa risposta al nostro post Motor Show di Bologna 2008: l’impossibile scalata verso il verde assoluto
Buongiorno, sono una dei tanti che si sono impegnati a dare un’immagine “verde” assoluto a questa manifestazione per un committente espositore. E’ ovvio che il metodo migliore per non inquinare è andare a piedi, perché non è certo l’utilizzo di un’auto a basso impatto ambientale la soluzione ai problemi del globo, ma potrebbe essere un inizio. Se si associasse l’utilizzo di una vettura anche se non necessariamente elettrica, ma a gas o metano e si facessero scelte collettive, come quella ad esempio di scaglionare gli orari di entrata ed uscita dai posti di lavoro per evitare ingorghi in cui le macchine restano ferme e accese, (non ditemi che tutte le persone che affollano le tangenziali servono negli uffici alle 8.30 in punto), oppure si utilizzasse la quota globale autostradale come in Svizzera, dove si paga una volta e basta e non esistono caselli, insieme all’educazione stradale con una eco-etiquette che evitasse le quattro frecce in doppia fila all’entrata del tabacchino, insieme a tanti altri piccoli accorgimenti, i risultati si vedrebbero eccome.
Poi mi chiedo per quale oscuro motivo le case automobilistiche si sarebbero dovute basare sulla crisi economica che le ha colpite, significherebbe fare una manifestazione e piangere su se stessi. L’Advertising per autonomasia deve evidenziare i plus di un prodotto, e il Motorshow è advertising. Inoltre le batterie esauste vengono ritirate dai produttori stessi e riadattate, a volte discinte e utilizzate come pezzi di nuove batterie, se ne butta via ben poco.
A me in ogni caso sembra un impegno importante quello evidenziato, ovvero “lo sappiamo che il mercato è in crisi, ma la ricerca continua nonostante tutto per dare sempre prodotti più evoluti e contestualizzati con l’ambiente in cui si vive”. Da sempre i produttori dell’automotive si sono adattati allo style-of-life del genere collettivo a cui si riferiscono. Lo abbiamo visto in primis con le city car, poi con piccoli accorgimenti come i navigatori, le portiere a scorrimento, i sensori di parcheggio, gli sbrinatori, l’inclinazione dei fari adattabili al peso della vettura, le continue richerche in campo di sicurezza… e molto altro. Ed ora la necessità collettiva è il rispetto dell’ambiente.
Dire che il motore a scoppio sia ancora la soluzione migliore, certo potrebbe essere un dato di fatto, il primo inquinante non è il motore, ma il combustibile che viene utilizzato per muoverlo, anche l’aria fritta inquina, soprattutto quando colpisce gente che dedica ore di lavoro e vita per trovare un equilibrio stabile in una bilancia che pone la tecnologia da una parte e la respirazione dall’altra.
Cordiali Saluti.
Licia Marino