Addio Ethan

scritto alle 18:47 del 09/05/2007 da Antonio Gambino in Notizie

EthanNelle corse a morire non sono solo i campioni: a volte muoiono anche i bambini. La terribile notizia della morte, sabato scorso, del giovanissimo Ethan Gillim, cugino di Nicky Hayden, durante una gara di dirt track sul circuito di Paducah ha sconvolto il mondo delle corse.
Inizialmente si era anche pensato di sospendere per lutto la gara di domenica, ma la famiglia non ha voluto: per onorare la memoria del figlio appena perduto e che tanto amava le corse.
Il piccolo Ethan era più di una speranza del motociclismo americano: per la sua età, era già un campione. Sotto la guida dello zio Earl Hayden, padre del campione Nicky, aveva vinto il campionato AMA di categoria diverse volte. Nel 2004 aveva vinto anche il premio “Youth Dirt Tracker of the Year”.

Il Dirt Track è una variante del motocross tipicamente americana: sono quelle gare che si corrono sugli ovali pieni di terra e sabbia, dove i corridori sono sempre tutti ammucchiati e non si capisce mai chi è primo e come ha fatto a vincere.
Il piccolo Ethan ha perso il controllo della moto – ma la dinamica, per quel che vale, è ancora poco chiara – ed è caduto. Che era grave si capiva da subito: la corsa disperata in ospedale è stata inutile, e dopo poche ore dal ricovero per il bambino-motociclista tutto era finito.

In casi del genere viene da dire che sia immorale che dei genitori mandino il figlio così piccolo a rischiare la vita “per gioco”. Ma è anche vero che di solito chi corre lo fa più per passione che per forza. E l’età non è che conti molto. Anzi: da piccolo, uno è più facile che sia attratto dalle corse “perché di sì”, più che dal contorno di fama, soldi e donne che attira senz’altro i ragazzini dai 16 anni in su. Perciò, riposa in pace, piccolo Ethan. Se il tuo destino doveva essere quello di morire senza quasi avere iniziato a vivere, vuol dire che doveva andare così…




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