Graffi sull’auto: come identificare i tipi di graffi sull’auto

Di , scritto il 16 Agosto 2017

graffi su autoPer gli amanti delle automobili vedere la carrozzeria del proprio veicolo rovinata da qualche graffio può essere una bella seccatura. Le cause del danno possono essere varie, dai lavaggi inaccurati alla normale usura nel tempo, passando per l’esposizione ad agenti atmosferici come piogge acide o ai raggi del sole.

Ad ogni causa corrispondono graffi di profondità e gravità diverse. Per capire a chi rivolgersi, bisogna passare un dito sul graffio: se si sente un piccolo solco, allora è necessario l’intervento di un professionista e potrebbe essere necessaria la carteggiatura, se invece il segno è soltanto superficiale, si potrebbe provare a rimediare con una corretta lucidatura e qualche altro prodotto specifico.

I principali tipi di graffi sulle auto

Come si diceva, ad ogni tipologia di graffio corrisponde un preciso trattamento da scegliere, quindi per prima cosa è importante conoscere quanti e quali sono i tipi di graffio che rovinano le auto:

L’ossidazione può essere la classica conseguenza dell’usura, per l’esposizione ai raggi del sole e agli agenti atmosferici, o del lavaggio ripetuto con detergenti troppo aggressivi. Lo strato esterno della vernice viene intaccato da tutti questi elementi e progressivamente perde brillantezza, profondità e non riflette più correttamente. Nelle poche auto mono-strato rimaste l’ossidazione è ancora più evidente. Per prevenire questo problema prima che sia troppo tardi conviene proteggere il veicolo con sigillanti e cere ed effettuare un paio di volte all’anno trattamenti come il claying.

Gli swirls sono un’altra tipologia di graffio superficiale che segna la carrozzeria e fa in modo che la luce non venga riflessa in maniera uniforme, dando l’impressione di una superficie sporca e poco brillante.

Gli swirls sono molto frequenti e sono causati per lo più da lavaggi sbagliati, magari eseguiti negli impianti automatici meno efficienti; per evitarli è sufficiente seguire tutte le indicazioni per il lavaggio contenute nel manuale dell’auto. Trattandosi di un danno facile da risolvere, è meglio effettuare qualche test e informarsi bene prima di richiedere lavori molto costosi per riportare la carrozzeria ad uno stato ottimale.

I rids sono dei Random Isolated Deeper Scratches, che saltano all’occhio generalmente quando vengono rimossi gli swirls e appaiono dei graffi che precedentemente risultavano nascosti. Questi segni sono di vario tipo e per tale motivo vengono definiti “casuali”, in quanto possono essere dovuti ad un sassolino lanciato da una macchina in corsa, da un ramo sporgente, da qualche oggetto sulla carreggiata sollevato durante la marcia.

Il vero problema è che i rids hanno profondità molto differenti, il che rende difficile la scelta del trattamento con cui rimuoverli. Nei casi più gravi può essere richiesta addirittura una carteggiatura o una nuova verniciatura.

Gli ologrammi sono sempre l’effetto di una lucidatura non effettuata correttamente, magari utilizzando dei tamponi in lana o in spugna dura. Appaiono spesso dopo lavori di taglio o correzione profonda e sono evidenti soprattutto quando la luce colpisce direttamente la carrozzeria, ma sono molto superficiali e si eliminano facilmente, con rifiniture eseguite con le tecniche giuste.

Il calcare è un problema difficile da trattare, perché può essere più o meno grave e servono test accurati per capire che cosa si ha davanti e quali potrebbero essere le soluzioni migliori. Le macchie di calcare possono essere causate da lavaggi con acqua calcarea che rimane troppo a lungo sulla carrozzeria, su una macchina ancora calda o a temperature troppo elevate, su un trasparente applicato da poco o infine con acque ricche di minerali e detergenti aggressivi. Con gli opportuni test al microscopio si può stabilire quanto sono profondi i solchi lasciati nella vernice e come bisogna procedere.

La buccia d’arancia è un effetto che appare quando le finiture applicate dalle case automobilistiche sono troppo approssimative e risparmiano sulla quantità o la qualità dei materiali utilizzati. In questi casi il trasparente non è steso in maniera uniforme e la carrozzeria acquista un aspetto quasi opaco, che non riflette correttamente la luce. Si potrebbe pensare che questo sia un danno da poco, in realtà il trattamento da applicare è più complesso di quanto si possa pensare, in quanto si deve carteggiare l’ultimo strato di verniciatura per livellarlo ed eliminare il materiale in eccesso.

Per queste operazioni si usano carte abrasive o tamponi all’avanguardia che, combinati con una lucidatrice e un polish, riescono a livellare la buccia d’arancia senza rimuovere il materiale. In ogni caso il lavoro è lungo e di conseguenza costoso.

I segni di carteggiatura sono ovviamente dovuti a carteggiature sbagliate, con abrasivi troppo forti. In questi casi potrebbe essere necessario un nuovo trattamento di carteggiatura, stavolta con prodotti più delicati. Spesso per contrastare questo effetto si carteggia con la cosiddetta tecnica dell'”incrocio degli abrasivi”, che cerca di carteggiare con segni perpendicolari a quelli lasciati dai graffi.

Le code di maiale sono causate da utilizzi sbagliati degli strumenti rotorbitali, che lasciano appunto dei segni simili alle code arrotolate dei maiali. Tali graffi si formano quando una carteggiatrice o una lucidatrice incappa in una particella particolarmente dura che si lega al tampone dello strumento e comincia a seguirne il movimento, rigando la carrozzeria. Anche in questo caso si deve cercare di capire la gravità e la profondità dei segni, prima di decidere come comportarsi.

I residui di insetti possono essere molto pericolosi, in quanto di solito sono di natura acida e penetrano nel trasparente in maniera anche abbastanza evidente. Per questo movimento conviene controllare spesso la carrozzeria e trattare i residui finché sono ancora freschi, così si rimuovono pure con un banale lavaggio.

Nelle situazioni più difficili potrebbe servire addirittura una carteggiatura per eliminare il trasparente danneggiato. Dopo ogni trattamento sarebbe buona norma testare la carrozzeria ad alte temperature, perché i segni del calcare e dei residui acidi potrebbero riemergere.

La rimozione dei graffi sull’auto tramite lucidatura

La lucidatura è il trattamento che può apportare i maggiori cambiamenti all’aspetto di una carrozzeria in termini di brillantezza, profondità e gloss. Con la lucidatura si rimuovono le imperfezioni sul trasparente e le imperfezioni che causano la frammentazione della luce.

Utilizzare lucidatrici professionali, come la rotorbitale o la rotativa, permette di far lavorare le particelle di polish in maniera minuziosa, uniforme e soprattutto graduale, cosa non possibile con un trattamento manuale. Sulla lucidatrice si possono poi utilizzare tamponi e prodotti diversi a seconda delle esigenze, per raggiungere sempre il risultato più soddisfacente.

Prima di scegliere il ciclo di lucidatura migliore, si deve analizzare il problema, la gravità e la profondità dei graffi, per trovare la combinazione adatta. La lucidatura manuale si serve di un applicatore per stendere il polish scelto, che va poi distribuito in maniera omogenea, esercitando una pressione moderata ed eseguendo un movimento circolare. La lucidatrice rotorbitale unisce efficienza e convenienza ed è molto facile da utilizzare; il suo punto di forza è la rotazione a orbita casuale, per oscillare in varie direzioni e generare meno calore, così non si rischia di rovinare la vernice.

Le lucidatrici rotative sono indicate per i professionisti e possono correggere le imperfezioni più rapidamente, anche se i rischi di rovinare la carrozzeria sono maggiori.

Alcuni consigli per trattare i graffi meno gravi

Se nei casi più complicati si può ricorrere addirittura alla carteggiatura, per i segni superficiali può bastare qualche prodotto specifico o qualche trattamento fai da te, sebbene l’intervento di un professionista sia sempre consigliabile.

Per veicoli con meno di tre anni di vita difficilmente i danni sono gravi e un prodotto alle microparticelle può bastare a rimuovere le piccole strisciate o i segni del tempo. In commercio si trovano delle penne superficiali, che riempiono i solchi superficiali e vanno bene anche per i paraurti o per le calottine degli specchietto.

Sulle vetture più vecchie conviene utilizzare il polish, che rimuove i graffi dovuti a polveri sottili, agenti atmosferici, smog e intemperie; il polish è adatto per eliminare l’ossidazione e lucidare paraurti, fascioni laterali e specchietti. Esistono poi protezioni preventive come gli scudi liquidi sigillanti.



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