Costo Medio Rc auto: persiste in Italia il divario Nord-Sud

Di , scritto il 27 Giugno 2017

L’analisi dell’IVASS mostra un calo costante del prezzo medio negli ultimi anni. La Rc auto italiana resta comunque tra le più care d’Europa.

In Italia il costo della Rc auto è in discesa da 5 anni, ma resta tra i più alti in Europa; inoltre, la differenza di costo tra Nord e Sud resta ancora molto significativa. Questo quanto riferito da Salvatore Rossi, presidente dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) durante la ultima Relazione Annuale sulle attività dell’Istituto.

La Relazione Annuale IVASS riporta i provvedimenti e le azioni intraprese nel mercato assicurativo italiano nel corso dell’ultimo anno, mettendo a confronto la situazione del mercato assicurativo nazionale con quello internazionale. Tra gli aspetti su cui è stata posta maggiore attenzione c’è stato anche il fenomeno delle polizze vita definite ‘dormienti’, che nel nostro paese sarebbero addirittura 4 milioni, e l’aumento dei sinistri considerati a rischio frode.

Costo medio Rc auto 2017: nel Sud si paga ancora di più

Il costo medio della Rc auto in Italia è stato, nell’ultimo trimestre del 2016 (ottobre-dicembre), di 420 euro. Da 5 anni questo dato continua a scendere; nonostante ciò, rispetto alla media dei 3 grandi paesi europei più vicini a noi – Francia, Germania e Spagna – il nostro premio per l’assicurazione obbligatoria è ancora più alto di 140 euro. Rossi ha comunque sottolineato il miglioramento rispetto agli anni precedenti: nel 2015 pagavamo la Rc auto ben 190 euro in più rispetto alla media di francesi, tedeschi e spagnoli, e nel 2011 il divario era addirittura di 260 euro in nostro sfavore.

Resta invece una grande distanza tra il Nord ed il Sud: basti pensare che a Napoli il prezzo medio della Rc auto a fine 2016 era di 630 euro, contro i circa 300 euro della città di Aosta e i 350 del Trentino e del Friuli Venezia Giulia. “Si tratta di differenze che non trovano giustificazione nella realtà” ha commentato il presidente del Codacons Carlo Rienzi “considerato che negli ultimi anni i costi a carico delle assicurazioni sono diminuiti”.

Ricordiamo inoltre che proprio in questi giorni sono stati diffusi i dati relativi all’ultimo aggiornamento massimali assicurazione auto, come previsto dal Codice delle Assicurazioni, che obbliga ogni 5 anni all’adeguamento degli stessi rispetto all’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione Europea. Per i danni alle persone il massimale passa quindi da 5.000.000 a 6.070.000 euro, mentre per i danni alle cose da 1 milione di euro a 1.220.000 euro.

Rapporto IVASS: aumento del rischio frode e 4 milioni di polizze vita dormienti

Tra gli aspetti sottolineati nella Relazione Annuale dell’IVASS, ha destato molta attenzione quello riguardante gli incidenti considerati a rischio frode, ossia di quei sinistri che presentano delle anomalie tali da far pensare ad una truffa. Nel 2012 gli incidenti di questo tipo erano 400mila, nel 2015 600mila, l’anno scorso hanno toccato quota 668mila: l’aumento in 5 anni è stato di quasi il 70%.

Nel 2016 i sinistri a rischio frode sono stati complessivamente circa il 23% di tutti quelli denunciati, con picchi negativi in regioni come la Campania, dove oltre il 43% dei sinistri presenta le caratteristiche di una potenziale truffa.

Infine, un dato curioso evidenziato dal presidente dell’IVASS è invece quello delle cosiddette polizze vita ‘dormienti’. Di cosa si tratta? Di assicurazioni sulla vita ormai scadute ma mai liquidate, perché i legittimi proprietari – figli o parenti dell’assicurato defunto – non sanno di esserne titolari, e non si presentano quindi dalle compagnie per riscuotere quanto spetterebbe loro in seguito alla morte del congiunto. Le polizze vita ‘dimenticate’ in Italia sarebbero oltre 4 milioni, per un valore complessivo che Rossi ha stimato in alcuni miliardi di euro.



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