Crisi dell’auto: 4 miliardi dalla UE? Spiccioli
29 Novembre 2008 alle 12:46 scritto da francesco
Le Case europee (per la precisione l’Acea, Associazione dei costruttori continentali) avevano chiesto 40 miliardi di euro all’Unione europea: obiettivo, investirli in macchine pulite. Risposte zero. Adesso arriva la notizia secondo cui l’UE, per bocca del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha previsto quattro miliardi di euro a favore dei Produttori. È un prestito, garantito dalla Banca europea di investimento.
A quanto pare, spiccioli, visto che siamo a un decimo di quanto domandato. Evidentemente, tocca ai singoli Governi aiutare le Case. Il più sensibile in materia pare il premier francese, Sarkozy. Non sembra che altri capi dell’Esecutivo abbiano intenzione di sborsare soldi. Che non si fidino dei Costruttori?
[foto via flickr.com/photos/stinkypeter]








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13 dicembre 2008 alle 8:05 pm Cataldo ha scritto
RispondiCrisi Mondiale: Capitolo crisi dell’auto.
Da incompetente, vorrei fare una semplice osservazione, in merito.
E’ assodato che la vendita delle auto, (in particolar modo in queste ultime settimane), ha subìto un forte tracollo; come non c’è dubbio che bisogna, in qualche modo, certamente intervenire, (anche e non solo in questo settore), onde evitare il fallimento totale delle case costruttrici con tutte le conseguenze che ne possano derivare.
Ma quello che mi suona “strano” (di questa “strana” crisi, prima finanziaria ora economica), è che si ha la sensazione che si pensa subito, come in questo caso, e in primis, a salvare il costruttore piuttosto che coloro che ci lavorano. concedendo, eventualmente, loro “PRESTITI CON L’OBIETTIVO DI INVESTIRLI PER COSTRUIRE AUTO PIU’ PULITE”! Probabilmente il simpaticone Di Pietro, ora più che mai, direbbe: “e che ci azzecca?”
Ad ogni modo, la domanda che mi pongo, è la seguente: diciamo che lo stato “PRESTA” questi soldi alle case costruttrici, le quali a loro volta costruiranno, senz’altro, auto più pulite; ma una volta costruite chi cacchio le comprerà (visti i chiari di luna)?
E allora, per una volta, perchè non facciamo il discorso inverso, nel senso che se si deve intervenire in un settore, (in questo caso quello automobilistico), perchè non incentiviamo il consumatore finale? Visto che sulle auto gravita una quantità indefinita di imposte, producendo un gettito fiscale non indifferente per le casse dello Stato (per lo meno in Italia mi risulta che è così), non sarebbe più logico, attuare politiche di sgravio più a favore del consumatore finale, anzichè erogare “I SOLITI PRESTITI” ai costruttori? (per i quali è giunto il momento di darsi una regolata perchè, se di sacrificio si tratta, per primi dovranno essere loro, assieme alla loro equipe, ivi compresi i loro manager, a tirare i soldi dal loro portafoglio!
Comprare un’auto comporta:
pagare l’IVA 20% sull’acquisto, oltre IPT ecc…;
fare il pieno di carburante dove le accise incidono per oltre il 60%;
fare l’assicurazione, pagare la tassa di possesso, pedaggio autostradale, tagliandi, ecc…, su cui lo stato sistematicamente fa il suo prelievo; ecc…
E’ anche vero che l’auto è un bene durevole, ma è altrettanto vero che se vogliamo aiutare questo settore, dobbiamo in qualche modo incentivare il consumatore.
Perchè,(almeno nella fase acuta della crisi), non provare a destinare l’equivalente del “PRESTITO” che lo Stato dovrebbe erogare ai costruttori, a favore del consumatore finale, per esempio portare l’IVA al 10%, tagliare qualcosa di quell’incredibile oltre 60% di accise, ecc…, ecc..?
Io perso che così si favorirebbero un pò tutti, dal consumatore al costruttore e, perchè no, anche allo Stato!
In conclusione, se mi è consentito, volevo rivolgere un appello al Ministro Giulio Tremonti.
Ministro Tremonti, sono da sempre un Suo sostenitore e ovviamente del Suo governo, per cuilungi da me pensare di voler fare scuola al Ministro dell’Economia, ma secondo me (e, ahimè, secondo qualche milione di italiani), fino ad ora ciò che avete fatto, lo avete fatto sicuramente bene e per il bene degli italiani, ma francamente è poco in confronto a quanto probabilmente si debba fare, per combattere o, per lo meno, arginare questa crisi che sta iniziando a pesare come un macigno. Pertanto,e qualche buona idea arriva anche dall’”altra parte” (mi riferisco all’opposizione), per amore degli italiani, non ignoratela! Piuttosto di niente è meglio piuttosto. Lo dice anche Lei!!!
P.S.: “A proposito. Non sono un venditore di auto, sono un agente immobiliare