Guidatori ubriachi o drogati: si pensa al reato di “omicidio stradale”

Di , scritto il 01 Marzo 2012

E’ al vaglio del governo l’ipotesi di introdurre nel nostro paese il reato di “omicidio stradale”, per tutti coloro che provocano gravi incidenti mettendosi alla guida sotto l’effetto di alcool o droghe.

Le cifre sono impietose: solo nel 2010 si sono contati 207.000 incidenti, che hanno provocato ben 2998 morti e 296.000 feriti. Le cause, inutile dirlo, sono legate all’alta velocità o alle manovre azzardate compiute da guidatori con un elevato tasso alcolemico nel sangue o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Una vera e propria carneficina alla quale si cerca di porre freno con delle misure severissime: il reato di “omicidio stradale” riguarderebbe tutti i conducenti responsabili di omicidio e sorpresi alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1.5 g/l o che abbiano fatto uso di droghe, con una pena che va dagli 8 ai 18 anni di carcere, alla quale si aggiunge la revoca immediata della patente, con l’impossibilità permanente di conseguirne un’altra, e il divieto di circolazione sul territorio italiano con un’eventuale patente conseguita in un altro Stato.

Come afferma lo stesso ministro dei Trasporti Corrado Passera, la proposta di legge è seriamente presa in considerazione proprio in questi giorni. Nel frattempo, è possibile firmare per appoggiare l’iniziativa attraverso questo link.



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