Eddie Irvine tra passato, presente e futuro della Ferrari

Di , scritto il 08 Novembre 2019
Eddie Irvine

Gli appassionati di Formula 1 con qualche anno sulle spalle non hanno sicuramente dimenticato Eddie Irvine. Il pilota nord irlandese ha guidato per un decennio una monoposto a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 con un Mondiale Piloti sfiorato nel 1999 quando si laureò vice campione del Mondo e contribuì alla vittoria del titolo costruttori per la scuderia di Maranello.

In occasione di un suo recenste viaggio a Milano, il blog l’Insider ha realizzato una bellissima video intervista all’istrionico Eddie in cui non ha lesinato aneddoti sul passato, considerazioni sul presente e consigli per il futuro in particolare del Cavallino Rampante.

Come avrete potuto ascoltare, Irvine era dirompente in pista e lo è tutt’ora nelle sue dichiarazioni. Senza peli sulla lingua, l’ex pilota di Jordan e Jaguar consiglia la Ferrari di puntare tutto, esattamente come un giocatore farebbe su BetWay, su Charles Leclerc.

Irvine considera il pilota monegasco un vero puro sangue della velocità, un talento capace di contrastare l’ennesima vittoria di Lewis Hamilton e della Mercedes. In caso di un altro titolo iridato vinto, Hamilton infatti raggiungerebbe Michael Schumacher, che attualmente detiene in solitaria il record di 7 Mondiali piloti vinti nella storia della Formula 1.

Irvine parla anche dell’ultima edizione del Gran Premio di Monza dove, pur andando leggermente oltre i limiti consentiti, Leclerc si è dimostrato attualmente l’unico in grado di confrontarsi e vincere un testa a testa con Hamilton. Se dunque ci sono solo parole al miele per il giovanissimo Charles, il discorso prende tutta un’altra piega quando Eddie comincia a parlare di Sebastian Vettel.

Con toni davvero molto forti, Irvine parla di Vettel come di un pilota incredibilmente sopravvalutato che sfrutta i successi del passato per mantenere un predominio nelle politiche di scuderia. Anche sui successi ottenuti con la Red Bull, Irvine senza troppi giri di parole, afferma che le vittorie del pilota tedesco sono arrivate soltanto grazie alla superiorità predominante della macchina e non per il suo talento.

Torna invece il sereno quando il pilota irlandese parla del già citato Michael Schumacher, suo compagno di team ai tempi della Ferrari. Irvine, anche questa volta senza giri di parole, afferma che i presunti dissidi di cui si parlava sui giornali erano del tutto inventati di sana pianta, creati ad arte soltanto per vendere qualche copia in più nelle edicole.

Il suo rapporto con il pilota tedesco è stato sempre positivo e i due collaboravano in armonia per far tornare a vincere la Ferrari. Non poteva neppure mancare un parallelismo tra la Formula 1 di oggi e quella di 20 anni quando Irvine era uno dei principali protagonisti. Le differenze sono tante visto che attualmente l’elettronica la fa da padrona e l’elemento umano risulta essere meno preponderante.

Secondo Irvine oggi un pilota deve essere soprattutto un “gestore” perfetto della macchina e durante il Gran Premio non deve fare assolutamente neppure la più piccola sbavatura. Ai suoi tempi invece il pilota poteva fare maggiormente la differenza e fa l’esempio di come siano cambiate radicalmente le cose in fatto di cambio e frizione.



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