Protesti: un serio problema per chi vuole comprare un’auto o una moto

Di , scritto il 15 Marzo 2013

Avete finalmente trovato l’auto che vi piace a un prezzo abbordabile? Oppure, per la prossima estate avete in mente di comprare una moto nuova? Sappiate che molto difficilmente potrete chiedere un finanziamento o prestito personale classico se siete protestati, ovvero se esiste un atto pubblico attestante che in passato non avete pagato un assegno o una cambiale.

Alcuni istituti di credito accettano in alternativa al finanziamento le cessioni del quinto, ma per la maggior parte degli italiani è assai difficile a soddisfare la soluzione imprescindibile: lavorare e avere in mano un contratto a tempo indeterminato con il quinto del TFR (al netto delle imposte) sufficiente per coprire il debito.

Diventa quindi essenziale verificare la propria posizione: ai protestati è infatti concessa per legge una riabilitazione se il protesto è stato emanato per errore, se è passato almeno un anno dal giorno in cui è stato levato il protesto e se non si sono subiti ulteriori protesti nell’arco di tempo costituito dall’ultimo anno solare.

In teoria ogni cittadino dovrebbe essere al corrente della sua attuale posizione ma non è detto che le banche dati siano perfettamente aggiornate e che la vostra défaillance del passato sia stata cancellata. A scanso di equivoci, è meglio controllare presso la Camera di Commercio oppure richiedere una visura protesti (ormai quasi tutte le società svolgono il servizio anche online) per modeste cifre. Nella malaugurata ipotesi che il protesto ci sia davvero (purtroppo una realtà sempre più drammaticamente presente nel nostro Paese), per la cancellazione del medesimo conviene affidarsi a professionisti come quelli che operano per conto del più importante studio tributario italiano, Broker Associati & partners di Milano. Per tornare al credito bisogna infatti intervenire presso gli Uffici Protesti delle Camere di Commercio e agire in tempi rapidi per la cancellazione delle cambiali o degli assegni protestati presso il Tribunale: solo in questo modo si può essere certi che i protesti siano veramente cancellati da tutte le banche dati. E’ quindi consigliabile affidarsi a un’équipe composta da broker qualificati (iscritti alla Banca d’Italia) e avvocati tributari che insieme si muovono con sicurezza e rapidità nel settore del contenzioso bancario e cancellazione protesti.



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