COVID-19 e Automotive: lettera all’auto che verrà

Di , scritto il 20 Marzo 2020
COVID-19 e Automotive

Tante crisi si sono abbattute sul mondo dell’auto, dal Dopoguerra ad oggi. La più grave sembra quella legata al COVID-19 perché, pur non diretta contro l’Automotive, trasformerà le prospettive ed i bisogni dei consumatori, oltre che la domanda di mobilità globale.

Povera auto. Davvero. Sei passata attraverso la guerra del Kippur, la crisi di Suez, le piccole e grandi guerre, i disastri climatici e quelli idrogeologici, l’allarme terroristico. Hai vissuto il mondo in due blocchi, poi l’Europa libera, ed infine il mondo globale. E come nelle migliori previsioni, tutti pensavamo che l’unica vera “bomba” dormiente al tuo fianco fosse quella finanziaria. E infatti, povera auto, hai ancora sulla tua pelle gli effetti del “denaro facile”, quello che ha portato al “Crack Lehman”. Non sono passati che pochi mesi, dall’uscita di quel disastro del 2008, che un’Ente Federale dichiarava al mondo che il tuo motore prediletto per oltre venti anni, il Diesel, era in realtà brutto, sporco e cattivo.

E fu così che quel motore elettrico che tu, cara Auto, hai in fretta e furia tirato fuori dal tuo cappello a cilindro dal 2009 (senza molta convinzione e soprattutto perché un guastafeste sudafricano ti cominciava a soffiare sul collo con una improbabile Start Up chiamata “Tesla”) invece che un manifesto elettorale buono da rimettere dentro al cassetto appena possibile, divenne un programma industriale “obtorto collo” per sostituire ed aggiornare la tua Gamma produttiva. Che poi, se per ricaricare le batterie si sarebbe dovuta fare la fila davanti alle ancora poche colonnine disponibili, poco male: l’ecologia costa sempre qualche sacrificio……

Bene, la transizione elettrica tanto agognata ora dovrà fare i conti con un crollo verticale, seppur temporaneo, del potere di acquisto globale; e dall’altra, con il taglio improvviso della Supply Chain moderna, per la quale l’interruzione anche temporanea delle attività nell’Est del mondo provoca problemi alla produttività ed agli approvvigionamenti nell’Ovest del mondo. Ed in Cina e Corea, guarda caso due nazioni al centro dell’emergenza COVID-19, si concentrano non solo Know How e stabilimenti di Sub-fornitura ma anche materie prime fondamentali per la mobilità elettrica. Senza contare che con il Petrolio a meno di 40 $ al barile, la presunta convenienza elettrica andrà a farsi benedire per lungo tempo…

…Aridatece er “pistone”…

Noi, automobilisti “convenzionali” e romantici, amanti ancora oggi dell’odore di benzina o Gasolio bruciati bene e della meravigliosa complicazione che solo un motore endotermico ti sa regalare, pensavamo di dover “subire” solo questo.

Invece no: perché la “Danza della globalizzazione” nel frattempo ti obbligava, cara auto, a dover muovere altri difficili passi. Il primo passo doveva essere quello della connettività totale. Perché, si sa, il maggior tempo trascorso dentro l’auto si passa meglio chiamando un cugino a Melbourne o cercando un Bar aperto con il Navigatore integrato…… Rischio Privacy? Ci pensiamo un’altra volta, ora fammi cercare su Google la ricetta del pesto alla genovese, mentre aspetto il Verde.

Guida Autonoma e Sharing. Si, ma dove vado, se vado?

Non c’è due senza tre, dicono, E tu, cara Auto, dopo la “rivoluzione elettrica” e la Connettività globale, dovevi per forza rassegnarti a vivere il “terzo pilastro” della Tua ipotetica trasformazione: la guida “Condivisa” ed infine “Autonoma”.

L’eterna promessa, l’auto che guida da sola. E poi la frontiera culturale, l’abbandono della proprietà singola. Le due chiavi di volta del nuovo mondo. Se sulla Sharing Mobility, in effetti, il comparto Auto ha fatto davvero passi da gigante (con ritmi di crescita del mercato a doppia cifra in tutto il mondo), la proiezione della Guida Autonoma è stata finora scandita dalla evoluzione commerciale dei dispositivi ADAS. Tuttavia i rischi ancora connessi alla Cybersecurity e la scarsa implementazione delle infrastrutture di comunicazione ed interconnessione territoriale non permettono di proiettare, al di là degli effetti dell’emergenza COVID-19, una chiara prospettiva dello sviluppo commerciale della Guida Autonoma sulle strade di tutti i giorni.

Ma astraendo dal progresso o meno della Guida Autonoma, facciamoci una domanda sullo Sharing: quanto vissuto sulla pelle dei Consumatori per effetto di questa emergenza sanitaria, avrà alla fine un effetto positivo od irrimediabilmente negativo sull’utilizzo condiviso di auto e mezzi? Io una risposta ce l’avrei…. Per intanto, i Costruttori che con tanta forza stanno cercando di trasformarsi da “Brand” a “Mobility Providers”, forse farebbero bene a rivedere le proprie strategie di immagine.

Per far ripartire l’economia, fate ri-partire le auto private…

Se vogliamo analizzare gli eventi con l’occhio del comune cittadino, vale la pena chiedersi: possono i Costruttori continuare a sostenere la conversione della propria struttura industriale verso la Gamma elettrica, verso la Guida Autonoma, verso la Sharing Mobility? O non sarebbe il caso di farsi unica voce, in Europa almeno, per chiedere a gran voce la sospensione degli obbiettivi legati alle emissioni di Co2 e la rinuncia da parte di molti Governi dei vari Calendari stabiliti per lo “Stop” alla circolazione delle auto a motore convenzionale? Cara vecchia auto, forse non sei ancora morta del tutto. Speriamo …

Riccardo Bellumori

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