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Filtro antiparticolato intasato, ecco come accorgersene: controlla questo prima di buttare la macchina

Allo scopo di non arrecare danni aggiuntivi al motore, è bene prestare attenzione al filtro antiparticolato intasato. Per accorgersene, non ci vorrà molto, basta far caso alla spia attinente, sul cruscotto.

Esempio di filtro antiparticolato intasato

Nel momento in cui la spia a forma di filtro si accende, dovremo dedurne un cattivo funzionamento del sistema di purificazione. Ne deriva che il motore potrebbe ingolfarsi e lasciarci per strada. Meglio, dunque, mettere in atto da subito dei semplici accorgimenti. 

I sintomi che vanno oltre la spia

La corretta individuazione del filtro antiparticolato

Oltre all’accensione della spia, vi sono altri fattori, direttamente percepibili dal guidatore. Se sono presenti, a maggior ragione sarà opportuno intervenire da subito, poiché, più gli stessi sono percepiti con intensità, maggiore è il livello d’intasamento del filtro.

Ci si renderà conto, in tali casi, di un’immediata perdita di potenza del motore, oltre ad un consumo superiore di carburante. I predetti fattori sono da ricollegare al fatto che la vettura procede con una fatica aggiuntiva, e ciò può riflettersi, nell’eventualità, sull’andatura: in tal caso, potrebbe essere a strappi, vista la mancata costanza del motore. Altro sintomo, sempre nei casi più accentuati d’intasamento, la fuoriuscita di fumo nero dal tubo di scappamento.

 

Gli accorgimenti

Non aspettare che il filtro antiparticolato mostri tutti i sintomi di cui sopra. Anche qualora i sintomi si verifichino parzialmente, molto meglio rivolgersi alla prima officina meccanica che si riesca a trovare sulla strada percorsa. Quest’ultima è sempre la migliore delle accorgenze da porre in atto.

Giusto in quei casi in cui i sintomi non sono molto pronunciati, si può, quantomeno, tentare di procedere per via autonoma, ma con le dovute riserve. Ciò che si può tentare, nell’ipotesi, è percorrere una strada a scorrimento veloce, così da “spremere” al meglio il motore, senza giungere alla velocità massima, ma ad una velocità consentita o tollerata, in relazione alla strada percorsa. L’effetto consisterà nell’innalzamento di temperatura nel motore, che innesca un processo di combustione dell’intasamento del filtro. In tale ipotesi, abbiamo operato riferimento alla rigenerazione forzata del filtro antiparticolato (Fap).

Se, a prescindere dalla distinzione di cui sopra, si ha abbastanza manualità, in termini di motori, e si vuole procedere in autonomia, ci si può affidare ad uno dei comodi kit appositi, presenti sul mercato. Essi consentono una pulizia del dispositivo che, a rigor di cronaca, potrebbe non funzionare proprio in tutti i casi, e inoltre, anche laddove funzioni, potrebbe alleviare l’intasamento del filtro senza rimuoverlo del tutto.

La scelta migliore, pertanto, sarà sempre quella di affidarsi a mani esperte. Solo così potranno evitarsi gli imprevisti di cui sopra. Nel caso dello sblocco forzato del filtro, inoltre (sblocco che avviene invece spontaneamente, ogni 400 o 500 Km percorsi dall’auto), l’intervento potrebbe essere azzardato, anche laddove dovesse funzionare. L’intasamento può derivare infatti da altre problematiche a livello meccanico, e, se la soluzione provvisoria dovesse funzionare, sempre consigliato rivolgersi, appena possibile, ad un’officina, per un controllo generale.