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Bollo auto, ecco il metodo per non pagarlo: nessuno potrà chiederti nulla

Vi sembrerà assurdo, eppure è così. Vi è un particolare metodo per non pagare il bollo. Se si rientra nei requisiti, nessuno potrà mai chiedervi nulla. Ad essere oggetto della disposizione sono i veicoli immatricolati con targa straniera.

Il tutto parte dalla legislazione presente sulle targhe estere in Italia, armonizzate con il quadro europeo. Se l’auto è immatricolata all’estero, la stessa potrà circolare in Italia, senza alcun limite di tempo. Si rivelerà sufficiente l’iscrizione della stessa vettura al Rev. Ma vediamo maggiormente i dettagli.

Adempimenti burocratici legati al bollo e superbollo.

Né bollo né superbollo si dovranno più pagare, se l’auto non è immatricolata in Italia. A trarne vantaggio, specialmente i possessori di veicoli con molti cavalli in dotazione.

Ma, attenzione, parliamo, non a caso, di possessori, utilizzatori del mezzo in questione. Se così non fosse, sarebbe possibile, senza limiti, immatricolare un’auto all’estero e circolare poi in Italia alle predette condizioni. E’ necessario infatti che l’auto, utilizzata regolarmente, lo sia sulla base di un comodato d’uso, a pagamento, o gratuito, da parte del proprietario.

 

I requisiti per le esenzioni, in termini specifici

Esempio di auto con targa straniera, circolante in Italia.

Se il residente in Italia, in altri termini, è anche proprietario del mezzo, avrà l’onere di registrare l’autovettura acquistata all’estero in Italia, entro tre mesi dall’acquisto.

Si può dunque evitare sia il bollo che il superbollo, ma prestando attenzione al fatto di essere meri utilizzatori della macchina, e inoltre al fatto che la macchina sia di proprietà di un residente all’estero. Il titolare dell’auto, potrebbe altresì rivelarsi all’uopo un’azienda. Anche in tal caso, requisito fondamentale è nel fatto che l’azienda si trovi all’estero, nella sua sede legale.

Sul piano formale, poi, risulta presente un altro requisito: la presentazione di una lettera, firmata dal proprietario o dal rappresentante legale della società che detiene i diritti sulla macchina, da custodire sempre a bordo del veicolo, almeno nei casi in cui ci si ritrova alla guida del veicolo stesso. Nello specifico, la lettera in questione, autorizzerà l’utilizzatore medesimo a circolare, sulla base di una formula di comodato d’uso. Come preannunciato, la stessa potrebbe anche essere a titolo gratuito, non assumendo rilevanza su questo piano l’onerosità.

Abbiamo fatto riferimento ad un uso regolare. Per esso, la legge intende l’utilizzo, nel corso dell’anno solare, di più di 30 giorni. Appena superati tale periodo, subentrerà l’obbligo di registrare sia il titolo d’uso, che la disponibilità all’uso medesimo per il veicolo (in termini di tempo), presso il REVE (Registro veicoli esteri).