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Patenti, finalmente cambia tutto: ti basta questo foglio per andare in giro | Niente più esame

la patente è fondamentale per guidare in totale autonomia un veicolo. Di norma è sempre stato così, ma da oggi si possono considerare delle questioni attinenti alla guida senza patente. Poiché, in fin dei conti, allo stato attuale delle innovazioni ci sono state. Vediamole insieme. 

E’ risaputo quale sia l’utilità della patente. Non è un caso che i diciottenni non vedano l’ora di conseguire il tanto ambito documento rosa così da potersi muovere in macchina, e in totale autonomia. Il suo raggiungimento è visto quindi come un traguardo, per una maggiore indipendenza. E se potessimo affermare, ad oggi, che delle cose al riguardo sono cambiate? Vediamo i dettagli.

La patente. Cos’è cambiato?

Oltre alla patente di tipo B, anche la patente A è, se non proprio allo stesso livello, abbastanza gettonata. Tutti gli amanti della moto non possono farne a meno. Anche se ora pare che sia cambiato tutto. Gli aspiranti detentori della specifica tipologia di patente, non dovranno più sottoporsi ad un esame di valutazione. Quindi, se da n lato la patente è rimasta come elemento determinante, il suo conseguimento si rivela molto più agevole.

Il cambiamento è entrato in vigore nel mese scorso, grazie al Decreto Infrastrutture-bis, che, come sappiamo, ha innovato anche diversi aspetti della circolazione su strada. Cosa fare, dunque, per guidare una moto di una certa cilindrata? Semplice, si dovrà solamente seguire il corso presso una scuola guida abilitata. Ma si presti bene attenzione agli effetti del provvedimento in oggetto, poiché non ricade su tutti.

 

I requisiti per potervi accedere

Accertarsi di essere in possesso di tutti i requisiti burocratici, prima di chiedere il nuovo conseguimento con tanto di agevolazione.

Quali dunque i requisiti per accedere a tale abilitazione? Innanzitutto bisogna essere già possessori di una patente A1 o A2. Sono ottenibili, come si sa, a partire dai 16 e dai 18 anni, rispettivamente. Ci si vuole quindi assicurare, che i nuovi abilitati dalla patente A, ottenuta per tale via, siano anche dotati di una certa esperienza alla guida di una due ruote, e che debbano solamente prendere coscienza, a livello di aggiornamenti, su determinati aspetti peculiari al nuovo veicolo.

I diretti interessati dovranno quindi solamente attendere due anni dal conseguimento di una patente di tipo A, fra A1 e A2, per ottenere la nuova certificazione, su richiesta, A3. C’è comunque un’altra attenuante, per come accennata. Dovranno sottoporsi al corso, che, nello specifico, comprende 7 ore di teoria e pratica presso la scuola guida. Infine, si dovrà comunque procedere al pagamento per il servizio e il certificato ottenuto, anche se, chiaramente non ci saranno i costi relativi ad una prova.