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Strisce bianche dei parcheggi, diventano a pagamento: la brutta batosta per gli Italiani

Le strisce bianche sono un’ancora di salvezza per gli automobilisti. A differenza di quelle blu, permettono di parcheggia spesso gratuitamente, con delle eccezioni. Ma sta per arrivare una bella stangata per gli automobilisti.

Prima di tutto, occorre fare un ripasso su cosa significhino le strisce di parcheggio. Le blu e le bianche sono le più diffuse e conosciute, ma ce ne sono anche verdi e gialle. Come comportarci quindi di fronte a esse? Ve lo spieghiamo subito per evitare di beccarvi salate multe.

Strisce parcheggio bianche

Le Strisce Bianche sono quelle entro i quali limiti è permessa la sosta gratuita. Bisogna però attenzionare la segnaletica verticale,  che potrebbe indicare disposizioni temporali, ad esempio una sosta massima consentita nel tempo (60 o 120 minuti), e persino soste a pagamento a seconda della stagione, soprattutto nei centri turistici che si spopolano d’inverno ma d’estate sono strapieni di vacanzieri.

Le Strisce Blu invece le conosciamo tutti. Sono quelle che richiedono sempre il pagamento di una somma, variabile a seconda della zona della città e da città a città. Possono essere disciplinate tramite tagliandini da acquistare presso bar e tabaccherie, o tramite i parchimetri.

Adesso la brutta notizia. A Roma, la nostra capitale, stanno per aumentare le strisce blu. Cosa significa questo? Che le strisce bianche attualmente diffuse sul territorio saranno riconvertite in strisce blu. Questo implica, indirettamente, che le strisce bianche diventeranno a pagamento. Un piano è già stato messo a punto: secondo l’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè, dovrebbe portare da 70.000 a 100.000 i parcheggi a pagamento entro la fine del prossimo mese (ottobre 2022).

Troppe Zone Blu possono diventare illegittime

Una vecchia sentenza della Corte di Cassazione ha creato un precedente per evitare che i comuni diventino ingordi, fagocitando tutte le aree di parcheggio libere per riconvertirle in zone di parcheggio a pagamento. La sentenza stabilisce infatti che ogni zona di parcheggio a pagamento deve avere altrettante aree deputate alla sosta libera, o al massimo se non è possibile, queste aree di parcheggio libero devono essere nelle immediate vicinanze.

Cosa succederà quindi a Roma? La città è già abbastanza flagellata da diversi problemi, tra cui il traffico, i mezzi che non funzionano bene, la città invasa da immondizia e l’assalto dei cinghiali. Ci mancherebbe solo una ulteriore vessazione per gli automobilisti, già piegati da rincari e aumenti, come quelli della revisione e della benzina e del gasolio. Una soluzione per evitare di ricadere nell’illegittimità del provvedimento potrebbe essere quella di introdurre un meccanismo di tariffazione modulare.

Zone blue
Accanto alle zone blu a pagamento ci devono essere zone di sosta libera.

Questa soluzione consisterebbe, all’atto pratico, di incrementare la tariffa oraria nelle zone centrali per indurre gli automobilisti a lasciare l’auto in sosta per un numero minore di ore. Per il processo inverso, la tariffa decrescerebbe andando verso la periferia, dove è meno concentrata la densità di veicoli.