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Addio al grande brand, è finito definitivamente: chiusura ufficiale

Addio alla Russia di un importante brand automobilistico a livello mondiale: venduti gli uffici di Mosca e l’impianto di San Pietroburgo. Ecco di chi si tratta.

Gli effetti della guerra in Ucraina si stanno naturalmente ripercuotendo su tutti i mercati, con devastanti conseguenze dal punto di vista commerciale e d’immagine per molti brand, costretti a prendere decisioni inaspettate e spesso ad interrompere la produzione sul territorio russo. Dopo la Renault un altro marchio automobilistico “pianta” la Russia e dice stop: è la Nissan, il cui comitato esecutivo di Yokohama ha approvato un’operazione analoga a quella portata a termine la scorsa primavera dai francesi. Nel breve periodo sarà davvero difficile tornare alla normalità ed ecco che la decisione di interrompere la produzione e lo sviluppo del marchio in Russia è inevitabile. Ci sono infatti conseguenze incredibili sull’approvvigionamento di materiali, nonché sul recupero di materie prime. Troppe difficoltà.

Nissan in Russia: stop alla produzione
Nissan in Russia: stop alla produzione

Tutte le attività – tra cui la fabbrica e il centro di Ricerca e Sviluppo di San Pietroburgo oltre agli uffici di Mosca (vendita e marketing) – passeranno quindi sotto il controllo dell’istituto russo di ricerca automobilistica Nami (il Central Research and Development Automobile and Engine Institute) per la cifra simbolica di 1 euro. Dunque, gli asset diventeranno di proprietà dello stato russo. E’ un’operazione che complessivamente comporterà un impatto a bilancio quantificato per circa 700 milioni di euro con un effetto negativo sull’utile, per la casa giapponese, di oltre 300 milioni di euro. La Nissan uscirà totalmente dal mercato della Federazione Russa, ma è possibile nei prossimi anni (fino al 2029, in particolare) un’opzione per il riacquisto delle attività. Certo, bisognerà osservare gli sviluppi della guerra, non solo politici ma soprattutto economici.

Renault ha fatto la stessa scelta di Nissan: via dalla Russia. E i dati…

Che ne sarà di tutti i dipendenti? Secondo le ultime indiscrezioni le strutture di produzione e ricerca e sviluppo di Nissan a San Pietroburgo ed il centro vendite e marketing di Mosca opereranno con un nuovo nome. Sotto la nuova proprietà dell’entità Nmgr tutti i dipendenti Nissan in Russia riceveranno una protezione almeno dell’occupazione almeno di 12 mesi.

Per Renault effetti già negativi, Nissan si è messa però a ruota
Per Renault effetti già negativi, Nissan in ogni caso si è messa a ruota: via dalla Russia, almeno per ora

Questa scelta di Nissan è stata ben ponderata nonostante siano già arrivati dei dati parziali, di certo non rassicuranti, riguardanti i trend di vendita di chi ha compiuto la stessa scelta qualche mese fa, ovvero la Renault. A luglio infatti la casa automobilistica francese ha messo in archivio il pesante calo delle vendite relativo alla prima metà del 2022 dopo aver interrotto le attività in Russia, che rappresentava il suo secondo mercato più grande. Il gruppo ha affermato che le sue vendite mondiali sono diminuite del 29,7% rispetto allo scorso anno a poco più di un milione di veicoli (1.000.199 di unità). Escludendo le attività di Avtovaz e Renault Russia, il numero di unità vendute è diminuito del 12% su base annua.