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Ragazzini friulani vendono limonata per comprarsi un Ciao, multati dai vigili

Tre ragazzi friulani multati per vendere limonata per comprarsi un Ciao usato, simbolo di passione e tradizione.

Tre ragazzi vendono limonata per comprarsi un Ciao, multati dai vigili in un paese del Friuli
Tre ragazzi vendono limonata per comprarsi un Ciao, multati dai vigili in un paese del Friuli

Tre ragazzini, tra i 13 e i 14 anni, hanno messo in atto un piano audace: vendere limonata per comprarsi un Ciao usato. L’obiettivo era chiaro e preciso, ma non hanno evitato le conseguenze: sono stati multati dai vigili. L’episodio, avvenuto a Pradamano in provincia di Udine, ha suscitato interesse e riflessione su una passione che va oltre le regole. I ragazzi, infatti, non avevano intenzione di fare un’azione illegale, ma di realizzare un sogno: guidare un motorino, un simbolo di libertà e tradizione.

Un sogno lungo quasi quarant’anni

Il Ciao, il ciclomotore iconico prodotto da Piaggio, è un oggetto che ha segnato generazioni. Tre milioni e mezzo di esemplari costruiti in quasi quarant’anni, un motore di 49 cm³ due tempi montato in orizzontale sotto la pedana, i pedali per metterlo in moto, la trasmissione a cinghia, quaranta chili scarsi. Un oggetto che non ha mai fatto finta di essere qualcosa di diverso da quello che era, e forse è proprio per questo che continua a funzionare come simbolo. Per i ragazzi, il Ciao non è solo un mezzo di trasporto, ma un’eredità familiare, un legame con il passato.

Il banchetto era allestito nel cortile di casa, vicino alla piazza del paese. Lì, i ragazzi offrivano limonata fresca, caffè, acqua e qualche pasticcino, senza fissare un prezzo. Ogni cliente poteva lasciare quanto voleva, e il bottino finale è stato di cento euro. Non è una cifra elevata, ma per i ragazzi era sufficiente per avvicinarsi al loro obiettivo: comprarsi un Ciao usato. Il mercato dell’usato, infatti, non è più un’alternativa di basso costo, ma un’opzione con prezzi che partono da cinquecento euro e possono superare il migliaio, a seconda delle condizioni.

La passione non si multa

La parte meno romantica dell’episodio è stata la segnalazione formale da parte di un passante, che ha portato i vigili a contestare l’assenza di autorizzazioni per la vendita di alimenti. Formalmente ineccepibile, per carità, ma umanamente un capolavoro di tristezza. Tre ragazzini con una caraffa di limonata sono diventati un caso da regolamento comunale. Uno di loro ha raccontato di non aver avuto paura vedendo arrivare i vigili, ma solo dispiacere, perché quella gli sembrava una bella cosa e voleva andare avanti.

Non hanno mollato: hanno ringraziato online chi li aveva sostenuti e hanno promesso di trovare un altro modo per mettere insieme i soldi. Che è poi esattamente il modo in cui ha funzionato per decenni “questa passionaccia” per le due ruote quando si avvicina l’età per poterle davvero guidare: qualcuno ti dice di no, tu trovi un’altra strada, e alla fine il motorino te lo compri lo stesso. La passione non si multa, ma si può spostare. A quattordici anni si può prendere il patentino e mettersi in strada: loro il conto alla rovescia lo avevano iniziato per tempo e avevano deciso di finanziarselo da soli, invece di aspettare il regalo di compleanno. Un obiettivo preciso, un sogno che non si è fermato. Nel 2026, con tutto quello che si dice sui ragazzi, non è un dettaglio da poco.