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Il Ministero delle Infrastrutture ha inviato a oltre cento associazioni una bozza di riscrittura del codice della strada, in consultazione fino al 13 settembre 2026. La bozza prevede multe progressive calcolate al chilometro orario, l’abbassamento a 17 anni dell’età minima per la patente B e la C1, e nuove regole per motociclisti e ciclisti. Nessuna misura è in vigore, ma la bozza è aperta alle osservazioni e modifiche. L’obiettivo è rendere le multe più proporzionate e ridurre i comportamenti pericolosi, con un focus su sicurezza e digitalizzazione.
multe al chilometro orario e sanzioni progressive
Una delle misure più discusse nella bozza è l’introduzione di multe progressive calcolate in base al chilometro orario sforato. In autostrada, l’ipotesi prevede un incremento di 10 euro per ogni km/h oltre i 130. Chi viaggia a 140 pagherebbe 100 euro, mentre chi arriva a 170 ne pagherebbe 400. Sulle strade con limiti di 30 o 50 km/h, la progressione sarebbe più contenuta, con 5 euro per ogni km/h in eccesso. L’obiettivo è rendere le sanzioni più proporzionate, colpendo di più i comportamenti pericolosi. Le fasce sanzionatorie scenderebbero da 82 a circa 21, con un meccanismo di aggiornamento degli importi non più automatico, ma deciso con un decreto del ministro della Giustizia.
patente a 17 anni e digitalizzazione
Un altro punto chiave della bozza è l’abbassamento a 17 anni dell’età minima per conseguire la patente B e la C1, con l’anticipo di un anno anche per la Carta di Qualificazione del Conducente. Il Ministero motiva la scelta con l’allineamento ai futuri adeguamenti europei e con la necessità di facilitare l’ingresso di nuovi conducenti professionali. Inoltre, la bozza prevede la digitalizzazione del sistema: patente in formato digitale, verbali compilati elettronicamente e notifiche inviate attraverso la piattaforma SEND. Le sanzioni accessorie saranno registrate automaticamente negli archivi informatici. Le regole sui limiti di potenza per i neopatentati restano invariate, ma si apre la porta a una maggiore flessibilità per i giovani conducenti. La digitalizzazione è anche un tema centrale per la gestione delle sanzioni e per la tracciabilità dei comportamenti stradali. Il sistema potrebbe permettere un controllo più preciso e tempestivo, riducendo il rischio di evasione.
novità per motociclisti e ciclisti
Per i motociclisti, la bozza prevede due aperture concrete: la possibilità di usare la corsia di emergenza in caso di code e il dimezzamento delle sanzioni per la sosta vietata. Queste misure rispondono a richieste storiche delle associazioni di categoria. Per le biciclette, si introduce una nuova categoria di cicli a propulsione, pensata per le super-bici usate dai rider, con obbligo di casco e contrassegno identificativo. Si affaccia anche l’ipotesi di una copertura assicurativa per le biciclette elettriche, sulla scia di quanto già avvenuto con targa e assicurazione obbligatorie per i monopattini.
Previsto inoltre il casco per i ciclisti fino a 14 anni, una misura volta a garantire la sicurezza dei più giovani. La bozza introduce anche un divieto di marcia digitale, basato sull’incrocio delle banche dati della Motorizzazione: alla prima verifica su strada, in assenza di regolarizzazione, il mezzo verrebbe sequestrato immediatamente. Le sanzioni salirebbero a 7 punti di decurtazione invece di 5, con la sospensione breve della patente fino a 15 giorni.
- Consultazione aperta fino al 13 settembre 2026
- Testo definitivo dovrà arrivare in Parlamento come legge delega
- Obiettivo dichiarato: portare la nuova legge delega in autunno
Il percorso per la legge delega è ancora lungo. La consultazione, avviata il 21 luglio, si chiude il 13 settembre 2026: entro quella data ogni associazione può presentare osservazioni e fino a cinque proposte di modifica al testo base. Solo dopo il Ministero scriverà il testo definitivo, che dovrà passare dal Parlamento come legge delega. L’intera operazione discende dalla legge 177 del 2024, in vigore dal 14 dicembre di quell’anno, la cui delega è stata prorogata e trasformata da semplice riordino in riscrittura integrale del codice.
