
Cadillac, il debutto in Formula 1 sembra inizialmente deludente: zero punti, undicesimo posto e nove ritiri in dieci gare. Tuttavia, il bilancio di metà stagione racconta una matricola che ha rispettato ogni scadenza, ridotto il gap dal gruppo di testa e messo in difficoltà anche team più esperti. La squadra, guidata da Sergio Pérez e Valtteri Bottas, ha dimostrato una capacità di adattamento e di lavoro straordinario, come ha sottolineato il team principal Graeme Lowdon.
Un progetto lungo anni, un team in crescita
Il progetto Cadillac in Formula 1 nasce nel gennaio 2023, quando General Motors ha annunciato l’intenzione di entrare nel motorsport con il marchio Cadillac. Inizialmente, il team era guidato da Andretti Global, ma nel 2024 l’azienda ha ceduto la propria quota al gruppo TWG Global, guidato da Dan Towriss. L’approvazione ufficiale da parte della FOM è arrivata a settembre 2024, condizionata al pagamento di una fee “anti-diluizione” da 450 milioni di dollari, distribuita tra le dieci squadre già presenti in griglia.
La squadra ha oggi sedi operative a Fishers, in Indiana — il quartier generale produttivo — a Charlotte, in North Carolina, e a Silverstone, in Inghilterra. Fino al 2029, quando GM Precision Power Units diventerà pienamente operativa, la power unit è fornita da Ferrari. Il team ha rispettato ogni scadenza, dal primo test a Barcellona alla prima gara, e ha portato aggiornamenti a ritmo costante, nonostante i problemi di affidabilità.
La scelta dei piloti e la sfida del passo
La squadra ha scelto Sergio Pérez e Valtteri Bottas come piloti, dopo un processo di selezione definito da Lowdon come un “pressure test” per privilegiare esperienza e affidabilità. I due, pur non essendo piloti americani, hanno dimostrato una capacità di adattamento notevole. Pérez, in particolare, si colloca al momento in testa al confronto interno, con prestazioni più consistenti in gara. Il team principal Lowdon ha sottolineato come la squadra abbia superato in termini di passo un team già affermato, come l’Aston Martin, che pur avendo un solo punto in classifica ha faticato più del previsto. Il fatto di aver superato in termini di passo un team già affermato dimostra che tutti, in squadra, hanno fatto un lavoro straordinario. La squadra, pur non essendo in grado di competere per i punti, ha dimostrato una capacità di crescita e di adattamento.
Lo stesso Pérez, dal canto suo, misura la sfida in termini più concreti: alla squadra, ha detto, serve trovare “un secondo al giro” per avvicinarsi al gruppo che segna punti, e guarda con attenzione al prossimo pacchetto di aggiornamenti in arrivo. La squadra, con sedi operative a Fishers, Charlotte e Silverstone, ha un piano di sviluppo che prevede la piena operatività di GM Precision Power Units entro il 2029. Resta un dato che racconta più di ogni pagella: in un campionato dove nove squadre su undici hanno decenni di storia alle spalle, Cadillac è arrivata, ha messo in pista due monoposto a ogni weekend, ha portato aggiornamenti a ritmo costante e non ha mai smesso di inseguire. Per una matricola, a volte, il primo mezzo voto se lo guadagna così: restando in piedi.
