
La Triumph Scrambler 400 XC si trasforma in una vera special da competizione grazie al progetto Miura, realizzato da Tamarit. La moto, originariamente di 155 kg a secco, perde quasi 25 kg e viene riprogettata per affrontare le sfide del fuoristrada. L’obiettivo è creare una versione più leggera, più stabile e più reattiva, senza modificare il motore. La Miura è nata per rappresentare Triumph Spagna nell’edizione 2026 di Triumph Originals, una competizione internazionale dedicata alla personalizzazione delle Scrambler. La personalizzazione non si limita all’estetica, ma include modifiche tecniche significative per migliorare le prestazioni in terreni difficili.
Un progetto radicale per una Scrambler
La Miura è una delle interpretazioni più radicali della monocilindrica britannica. Tamarit ha lavorato su peso, geometria, sospensioni e ergonomia per creare una moto adatta a competere in off-road. L’alleggerimento è uno dei punti centrali del progetto, ottenuto eliminando componenti non indispensabili e utilizzando materiali leggeri. Il motore, che mantiene i dati originali (40 CV e 37,5 Nm), deve muovere una moto sensibilmente più leggera, un dettaglio cruciale per la manovrabilità in terreni accidentati. La riduzione del peso permette una migliore reattività e controllo, soprattutto in situazioni di bassa velocità o durante i cambi di direzione.
La riduzione del peso è un elemento chiave per migliorare la manovrabilità in terreni difficili. Tamarit ha modificato la geometria dello sterzo, aumentando l’angolo di inclinazione da 23,1 a 25,5 gradi e l’avancorsa da 108 a 125 mm. Il passo, invece, passa da 1.418 a 1.450 mm, un cambiamento che riflette un lavoro approfondito su tutta la ciclistica. Le sospensioni sono state completamente riviste, con un kit WP sviluppato appositamente. L’escursione anteriore passa da 150 mm a 210 mm, mentre posteriormente è disponibile un’escursione di 205 mm. Questi numeri dimostrano quanto il progetto non si limiti a componenti aftermarket, ma abbia un approccio globale per ottimizzare le prestazioni.
Modifiche tecniche per un’esperienza off-road
La scelta dei componenti è altrettanto importante. Sono stati utilizzati cerchi a raggi Excel Takasago da 21 pollici davanti e 18 pollici dietro, abbinati a pneumatici specifici per l’off-road. La frenata anteriore è dotata di un disco flottante Brembo da 305 mm e una pinza flottante Nissin a due pistoncini, una soluzione studiata per modulabilità e controllo. L’ergonomia è stata modificata per permettere una guida più naturale in piedi, con un serbatoio rialzato e spostato in avanti di 25 mm. La sella è stata sostituita con un elemento monoposto più stretto, simile a quello di un’enduro. Le ampie pedane dentellate offrono un appoggio efficace durante la guida in piedi, mentre l’aspirazione e i filtri sono stati adattati per funzionare in ambienti polverosi.
La Miura è un esempio di come modifiche mirate possano trasformare una moto in una special da competizione. Con 155 kg a secco, 40 CV, ruota anteriore da 21″ e sospensioni con oltre 200 mm di escursione, la Miura mostra quanto possa cambiare la Scrambler 400 XC senza dover necessariamente intervenire sulla potenza del monocilindrico. La personalizzazione diventa parte integrante dell’identità della moto, senza nascondere l’aspetto più interessante della preparazione: il lavoro tecnico. La Miura è stata ripensata attorno all’utilizzo off-road, intervenendo proprio sugli elementi che influenzano il comportamento della moto.
La fase decisiva del Triumph Originals è prevista tra il 1° e il 22 settembre 2026, periodo durante il quale sarà possibile partecipare alla votazione mondiale. Per Tamarit sarà il momento di capire quanto questa interpretazione estrema riuscirà a convincere. Per gli appassionati, invece, la Miura offre già uno spunto interessante: dimostra che, lavorando soprattutto su peso e ciclistica, la piccola Triumph Scrambler 400 XC può trasformarsi in qualcosa di molto più specialistico rispetto alla moto da cui è partita.
