
Il Land Rover Defender potrebbe tornare a servizio nell’esercito britannico, questa volta in una versione completamente moderna e militarizzata. Il programma Light Mobility Vehicle (LMV), lanciato dal ministero della Difesa del Regno Unito, cerca una piattaforma comune da cui ricavare nove diverse configurazioni di veicoli, per una flotta che potrebbe superare i 9.500 mezzi. L’obiettivo è creare una famiglia di veicoli versatili, in grado di svolgere compiti diversi, da trasporto a supporto logistico, passando per l’assistenza medica e il comando mobile. Il Defender, noto per la sua resistenza e versatilità, potrebbe raccogliere l’eredità del suo predecessore, il Land Rover Wolf, che ha svolto un ruolo cruciale per decenni.
Una piattaforma per nove configurazioni
Il programma LMV richiede una base tecnica unica, che permetta di realizzare nove tipi di veicoli, riducendo il numero di piattaforme diverse in uso. Sono previsti mezzi per impiego generale e collegamento, veicoli tattici, versioni destinate alla logistica e configurazioni per il trasporto delle truppe. A queste si aggiungeranno mezzi molto più specializzati, come l’ambulanza da campo per il trasporto e la prima assistenza dei feriti, e un posto di comando mobile, completo di sistemi di comunicazione. Il Defender, del resto, viene già utilizzato in diversi Paesi da polizia, vigili del fuoco, servizi di frontiera e altre organizzazioni, dimostrando la sua versatilità.
Un’eredità che si rinnova
Il legame tra Land Rover e le forze armate britanniche ha radici profonde. Per decenni i fuoristrada del marchio hanno svolto compiti di trasporto, collegamento e supporto, fino ad arrivare al Land Rover Wolf, versione militare del Defender classico. Il Wolf, con modifiche specifiche rispetto alle normali vetture stradali, come telaio e sospensioni rinforzati, impianti elettrici dedicati ed equipaggiamenti militari, è diventato uno dei mezzi più riconoscibili della British Army. Con la fine della produzione del Defender classico, è iniziato anche il progressivo ritiro di questi veicoli. Ora il curioso scenario è che proprio il Defender moderno possa raccogliere l’eredità del suo predecessore.
Una versione militarizzata del Defender 110 è già stata mostrata nel gennaio 2026 durante una conferenza dedicata ai veicoli militari nell’Hampshire. Per partecipare realmente al programma LMV, tuttavia, serviranno trasformazioni ben più profonde rispetto a quelle di un normale modello di serie. L’obiettivo della piattaforma unica è soprattutto logistico: condividere motore, trasmissione, componenti elettrici, sospensioni e altri elementi permetterebbe di semplificare la manutenzione, ridurre il numero di ricambi necessari e rendere più semplice la formazione di tecnici e conducenti.
Concorrenza e sfide
Il Defender non è l’unico candidato al programma LMV. Il ministero della Difesa britannico ha indicato che sette aziende o consorzi sono entrati nella selezione, senza però rendere pubblici tutti i nomi. Tra i progetti già emersi c’è quello di Babcock e Supacat, basato sul Toyota Land Cruiser 70, mentre General Dynamics UK ha presentato una soluzione derivata dal Ford Ranger. Il consorzio Team LionStrike, formato da GM Defense, BAE Systems e NP Aerospace, propone invece una piattaforma derivata dall’Infantry Squad Vehicle. Tra gli altri nomi associati alla gara figurano Rheinmetall con una possibile versione militare della Mercedes Classe G, Ineos con il Grenadier e Fering con il Pioneer. Non tutte le candidature riportate sono però state confermate ufficialmente.
Per Jaguar Land Rover la gara avrebbe anche un forte valore simbolico. Un Defender tornerebbe infatti a ricoprire il ruolo occupato per decenni dal suo antenato, ma su una base completamente moderna. Prima dovrà dimostrare di poter diventare molto più di un fuoristrada: il programma LMV richiede una vera famiglia di mezzi militari, capace di passare dal trasporto quotidiano all’ambulanza e al centro di comando mantenendo il maggior numero possibile di componenti comuni.
