
La rivoluzione cinese nel settore automobilistico sembra ormai inarrestabile. Secondo un’analisi del gruppo di consulenza Roland Berger, entro il 2040 un terzo del mercato mondiale potrebbe essere controllato da marche cinesi, con un’espansione esponenziale del loro peso economico e tecnologico. L’industria automobilistica, che ha visto un’evoluzione radicale negli ultimi anni, si trova a fronteggiare un cambiamento strutturale che mette in discussione il dominio tradizionale dei paesi occidentali. La transizione verso i veicoli elettrici, la digitalizzazione e l’efficienza produttiva sono i fattori chiave che stanno spostando il centro di gravità del settore verso l’Asia.
Un’espansione senza precedenti delle marche cinesi
Il gruppo Chery, uno dei principali produttori cinesi, ha superato il traguardo di 5 milioni di veicoli esportati nel 2025, diventando la prima marca cinese a raggiungere questa cifra. A luglio 2025, il gruppo aveva già esportato oltre 5,17 milioni di veicoli, e a inizio 2026 ha superato i 6 milioni. Questo risultato rappresenta un segno del potere crescente delle marche cinesi, che non solo dominano il mercato locale, ma si estendono a livello globale. Marche come BYD, Geely, NIO, Xpeng e Leapmotor stanno conquistando quote di mercato internazionali grazie a prodotti altamente competitivi, sviluppati in tempi record (18-24 mesi).
La loro strategia di integrazione verticale, che include la progettazione, l’elettronica e il software, crea un vantaggio strutturale rispetto a marche che dipendono da piattaforme legacy o processi esterni. “La loro capacità di sviluppare prodotti in tempi brevi e con un’efficienza senza precedenti è un fattore chiave del loro successo”, ha sottolineato Faconauto, la patronal spagnola del settore.
Un futuro in bilico tra innovazione e adattamento
La consultora Roland Berger ha presentato due scenari possibili per il futuro dell’industria automobilistica. Nel primo, i produttori cinesi si impongono grazie a un rapido sviluppo tecnologico e alla mancanza di adattamento da parte dei produttori europei. Nel secondo, invece, i produttori europei potrebbero recuperare la competitività modificando radicalmente il loro approccio, adottando piattaforme di hardware e software standardizzate, come quelle offerte da terzi (ad esempio Android Automotive). “Se i produttori occidentali modificano radicalmente il loro approccio, potrebbero tornare a essere competitivi in termini di costi”, ha spiegato Roland Berger.
La transizione verso i veicoli elettrici, definiti da software, sta ridisegnando le regole del settore. Il 70% dei veicoli nuovi venduti a livello mondiale sarà elettrico entro il 2040, con una quota che potrebbe raggiungere il 90% in Europa. Tuttavia, il mercato europeo si trova in una situazione di stallo, con un’industria che non riesce a tenere il passo con l’innovazione cinese. La mancanza di adattamento e la lentezza nella transizione verso l’elettrificazione potrebbero mettere a rischio la posizione tradizionale dei produttori europei.
Non si prevede un dominio totale delle marche cinesi, ma un’espansione che potrebbe portare a un controllo del 25% a 34% del mercato mondiale entro il 2040. Tuttavia, per evitare un’espansione troppo rapida, i produttori europei dovranno agire con urgenza e adattarsi al cambiamento. La sfida è chiara: l’industria automobilistica mondiale sta cambiando radicalmente, e chi non si adatta rischia di essere lasciato indietro. La mancanza di adattamento potrebbe mettere a rischio la posizione tradizionale dei produttori europei. La consultora Roland Berger ha chiarito che, anche se i produttori cinesi potrebbero controllare tra il 25% e il 34% del mercato mondiale entro il 2040, non si prevede un monopolio totale. Tuttavia, per evitare un’espansione troppo rapida, i produttori europei dovranno agire con urgenza e adattarsi al cambiamento.
