
Un episodio di velocità estrema in montagna
Il 26 agosto 2026, un articolo pubblicato su Caradisiac racconta un episodio di velocità estrema vissuto da un giornalista in una strada innevata del massiccio della Chartreuse. L’episodio, intitolato «le jour où j’ai glissé fond de balle dans Peugeot 205 Turbo 16 de Bruno Saby», racconta una scivolata in curva che ha messo in pericolo la sicurezza del conducente e ha coinvolto un pilota professionista, Bruno Saby, che ha evitato l’incidente con abilità.
La strada innevata e la sfida della velocità
La scena si svolge in un inverno freddo, quando il massiccio della Chartreuse è coperto da uno strato di neve. La strada, tra il Col di Porte e il Sappey-en-Chartreuse, è un tratto di montagna con curve e tornanti che richiedono attenzione. Il giornalista, in auto, decide di affrontare il tratto in una Toyota Corolla GT Twin Cam 16 (AE82), una vettura con 121 cavalli e un peso di 950 kg. Con quattro pneumatici invernali, il conducente tenta di affrontare la discesa, ma la neve e le condizioni climatiche mettono a dura prova la sua abilità.
La discesa inizia con una lunga linea dritta, seguita da una serie di curve modificate. La velocità raggiunta in linea dritta è di circa 110 km/h, ma la manovra in curva richiede una precisione estrema. Il giornalista, pur avendo familiarità con il tratto, non si aspettava una reazione così rapida da parte della sua vettura. La neve, insieme al calore del motore, ha ridotto l’aderenza, causando un fenomeno di fading, ovvero la perdita di effetto dei freni. La Toyota, in una situazione di controllo ridotto, entra in una posizione di “toupie”, ovvero in una rotazione laterale improvvisa.
La velocità di scivolamento ha superato quella di guida, causando un momento di totale disorientamento.
Proprio in quel momento, una Peugeot 205 Turbo 16, guidata da Bruno Saby, entra in curva. Il pilota, con una reazione rapida e una tecnica precisa, evita l’incidente, rimettendo la sua vettura in posizione. L’episodio, pur non essendo un evento grave, ha lasciato un’impronta profonda nel giornalista. La velocità estrema e la mancanza di controllo hanno messo in luce l’importanza della distanza di sicurezza e dell’anticipazione.
Il giornalista ha continuato a provare a guidare in modo simile, soprattutto su circuiti, ma il ricordo di quel momento rimane indelebile. Bruno Saby, incontrato anni dopo, ha dichiarato di non ricordare l’episodio, ma il suo intervento ha salvato la situazione. L’esperienza, pur non essendo un evento competitivo, ha rappresentato un momento di tensione e di velocità estrema in un contesto di automobilismo non competitivo, ma pur sempre emozionante.
La strada innevata, le curve e la sfida del controllo della vettura hanno reso l’esperienza unica e memorabile. L’episodio, raccontato in un articolo di Caradisiac, rappresenta un momento di emozione e di riflessione su come la velocità, se non controllata, possa portare a situazioni impreviste e pericolose.
