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Crescita auto italiana +26,1% e misure selettive per caro benzina

Crescita del 26,1% nella produzione auto italiana e misure selettive per caro carburanti, annuncia il ministro Urso.

Ministro Urso annuncia crescita auto italiana e misure selettive per caro benzina
Ministro Urso annuncia crescita auto italiana e misure selettive per caro benzina

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha reso noti dati in crescita per l’industria automobilistica italiana, con un aumento del 26,1% nella produzione di autovetture nei primi sei mesi del 2026. In parallelo, ha illustrato misure selettive per contrastare il caro carburanti, rivolte a chi si sposta per lavoro e a famiglie con redditi bassi. L’obiettivo è rendere gli aiuti strutturali e sostenere la capacità produttiva del settore. Il ministro ha anche sottolineato la controtendenza rispetto alla crisi in Germania, dove si registrano chiusure di stabilimenti e licenziamenti.

Politiche mirate per il caro carburanti

Urso ha spiegato che il governo sta studiando misure selettive per superare il nodo delle accise, con un focus su chi utilizza l’auto per motivi professionali e su famiglie con redditi più bassi. Non ha confermato esplicitamente l’introduzione di una social card, ma ha indicato la direzione di lavoro dell’esecutivo: interventi mirati, non generalizzati, per ridurre l’impatto dei rincari sui carburanti. Il ministro ha collegato questa scelta di policy alla tenuta della fiducia di famiglie e imprese.

Il ministro ha ricordato che il credito d’imposta per l’autotrasporto è uno strumento già in vigore, che ha limitato l’impatto inflattivo dei rincari energetici sul comparto della logistica su gomma. Questo strumento, insieme ad altri come gli incentivi all’acquisto e il noleggio sociale, contribuisce a mantenere la capacità produttiva e l’occupazione lungo tutta la filiera automobilistica. Il piano automotive nazionale, già in funzione, prevede contratti di sviluppo ridisegnati per le piccole e medie imprese, con l’obiettivo di sostenere il rilancio della filiera della componentistica.

Controtendenza rispetto alla crisi in Germania

Il confronto con la crisi dell’auto in Germania è stato un tema ricorrente nel discorso di Urso. Il ministro ha sottolineato come la crescita produttiva italiana si collochi in controtendenza rispetto alla crisi che sta attraversando l’industria automobilistica tedesca, alle prese con cali della domanda, transizione elettrica e concorrenza dei costruttori asiatici. L’Italia, invece, mostra segnali di ripresa, con un aumento del 13,4% nella produzione totale e del 26,1% solo per le autovetture.

Il ministro ha anche annunciato che il governo sta completando la revisione delle regole comunitarie sull’automotive, con l’obiettivo di affermare il principio della neutralità tecnologica e del Made in Europe. Questi due principi, rivendicati da tempo dal governo italiano nel confronto con Bruxelles, mirano a non vincolare la transizione ecologica del settore alla sola tecnologia elettrica a batteria. Il piano automotive nazionale, già operativo, prevede contratti di sviluppo dimensionati sulla taglia delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di sostenere il rilancio della filiera della componentistica automobilistica. Il ministro ha anche sottolineato come i dati di fiducia in agosto confermino l’efficacia delle misure adottate finora, indicando una tenuta positiva sia per famiglie che per imprese.