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Riforma multe: multe più severe e notifiche in 30 giorni

Nuova riforma multe: multe più severe e notifiche in 30 giorni. Cambiamenti radicali per le procedure.

Automobilisti ricevono multe in 30 giorni, nuove regole per sanzioni e notifiche
Automobilisti ricevono multe in 30 giorni, nuove regole per sanzioni e notifiche

La riforma del Codice della strada introduce una serie di modifiche significative alle procedure per l’emissione e la notifica delle multe. Tra i principali cambiamenti, si segnala l’introduzione di autovelox in grado di sanzionare più infrazioni in contemporanea e un termine ridotto per la notifica dei verbali, che passerà da 90 a 30 giorni. Questo nuovo sistema, che si basa su dispositivi automatici, mira a semplificare i processi ma, al contempo, a rendere più severi i controlli. Le multe saranno più rapide e dirette, ma anche più difficili da contestare.

Le nuove regole per i dispositivi automatici

Gli autovelox, in particolare, funzioneranno in modalità simultanea e totale, permettendo di rilevare diverse infrazioni nello stesso momento. Questo significa che un automobilista che supera il limite di velocità e viola un segnale di stop potrebbe ricevere due sanzioni in un’unica notifica. La tecnologia si evolve, ma non si semplifica: le procedure restano complesse e i tempi si riducono. Inoltre, le telecamere saranno in grado di rilevare infrazioni in aree come le Ztl, i semafori e le corsie di emergenza, ampliando il controllo su tutta la rete stradale.

La riforma prevede anche l’eliminazione dell’obbligo di segnalare in anticipo le postazioni di controllo della velocità, un’innovazione che riduce la sorpresa per i conducenti. Il sistema passerà sotto il controllo di semplici decreti ministeriali, con la prospettiva di disseminare sensori a distanza ravvicinata lungo le future strade intelligenti. Questo modello di controllo si basa su una maggiore automazione e una riduzione dei tempi di attesa per le notifiche.

Modifiche alle procedure di contestazione

Le modalità per contestare una multa sono state radicalmente modificate. Il ricorso al Prefetto, ad esempio, deve essere presentato al comando di polizia da cui dipende l’agente accertatore, con divieto di invio diretto alla Prefettura. I canali di trasmissione sono limitati a raccomandata con ricevuta di ritorno, posta elettronica certificata (Pec) o altri servizi elettronici qualificati. La burocrazia si complica, ma i tempi si stringono. La Prefettura perde l’obbligo di concedere un’audizione personale al ricorrente, e la convocazione diventa una facoltà del funzionario. Questo riduce le possibilità di contestare in modo efficace una multa.

La riforma prevede anche l’archiviazione di multe palesemente errate, ma non blocca la possibilità di presentare un ricorso formale. Questo significa che i cittadini possono ancora contestare, ma con procedure più stringenti e tempi più brevi. La richiesta di archiviazione non blocca la possibilità di presentare il ricorso formale e l’organo accertatore conserva il potere di annullare la multa fino al momento esatto di inizio delle procedure per la riscossione coattiva.

Con la nuova riforma, l’importo delle multe subirà un aumento di un terzo. Se una multa originale è di 150 euro, con la riforma l’importo salirà a 200 euro. Tuttavia, in caso di rigetto del ricorso, la sanzione finale sarà ridotta. Questo sistema introduce un equilibrio tra punizione e risparmio, ma non elimina le critiche. La riforma, introdotta in una bozza di decreto legge attuativo della delega alla riforma contenuta nella legge 177/2024, è in fase di consultazione fino al 13 settembre. Il ministro Matteo Salvini ha annunciato una retromarcia su alcune parti, ma il sistema è comunque in via di definizione. Le nuove regole sono in grado di ridurre i tempi, ma non semplificano necessariamente la vita dei cittadini. La complessità della mobilità e la variabilità delle condizioni umane rimangono un fattore cruciale nella gestione delle sanzioni. La riforma, quindi, rappresenta un passo avanti, ma non una soluzione definitiva.