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Obbligo cinture anche sui quadricicli pesanti: un paradosso normativo corretto dopo 16 anni

Nuovo Codice della Strada obbliga cinture anche sui quadricicli pesanti, dopo un bug normativo di 16 anni.

Quadricicli pesanti e cinture di sicurezza, normativa stradale in Italia
Quadricicli pesanti e cinture di sicurezza, normativa stradale in Italia

Il nuovo Codice della Strada introduce un cambiamento significativo: l’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza e installare i seggiolini per bambini anche sui quadricicli pesanti, una categoria di veicoli fino ad oggi esente da questa norma. La correzione di un bug normativo, che ha interessato il settore per 16 anni, risponde a una situazione paradossale: chi guidava un quadriciclo pesante non aveva alcun obbligo di legge, pur avendo a bordo una cintura di sicurezza. La novità, introdotta nel testo-base del Codice in pubblica consultazione fino al 13 settembre, mette fine a una lacuna che ha reso la sicurezza stradale per questa categoria di veicoli meno protetta rispetto a quella dei quadricicli leggeri.

Un paradosso normativo corretto

La mancanza dell’obbligo di cinture per i quadricicli pesanti, noti come L7e, è stata un errore di normativa che ha persistito per oltre un decennio. Questa lacuna risale al 2010, quando con la legge n. 120, il legislatore ha esteso l’obbligo delle cinture alle microcar leggere, ma non ai quadricicli pesanti. All’epoca, il numero di veicoli in circolazione di entrambe le categorie era limitato, e il problema non è stato riconosciuto. Negli anni successivi, diversi interventi legislativi hanno seguito, ma nessuno ha eliminato questa stortura.

Con l’espansione del mercato delle microcar, il paradosso è diventato evidente e pericoloso. Mentre i quadricicli leggeri (L6e) sono equiparati ai ciclomotori e richiedono la patente AM, i quadricicli pesanti (L7e) richiedono la patente B1 e possono raggiungere prestazioni superiori, come una potenza massima di 15 kW. Nonostante le case costruttrici abbiano continuato a montare di serie le cinture sui veicoli L7e per rispettare le direttive tecniche europee, l’obbligo non era previsto per legge.

Le differenze tra L6e e L7e

Per comprendere l’assurdità della norma esistente, è utile confrontare le due categorie di veicoli. I quadricicli leggeri (L6e) hanno una massa a vuoto fino a 350 kg, una velocità massima limitata a 45 km/h e una potenza massima di 4 kW. Sono equiparati ai ciclomotori e richiedono la patente AM. Per loro, l’obbligo di cintura è sempre stato in vigore. Al contrario, i quadricicli pesanti (L7e) possono pesare fino a 400 kg e raggiungere prestazioni superiori, con una potenza massima di 15 kW. Sono guidati con la patente B1 e non avevano alcun obbligo di legge riguardo alle cinture di sicurezza.

La situazione ha creato una bizzarra disuguaglianza: chi guidava un mezzo più potente e veloce non aveva alcun obbligo di legge, mentre chi viaggiava su una microcar equiparata a un cinquantino doveva allacciarsi. La correzione del Codice della Strada elimina questa discrepanza, garantendo un livello di sicurezza uniforme per tutti i tipi di veicoli. La modifica al Codice della Strada non solo risolve un problema di equità, ma anche di sicurezza. Con l’obbligo di cinture e seggiolini per bambini anche sui quadricicli pesanti, si riduce il rischio di infortuni in caso di incidenti. Questo cambiamento rappresenta un passo avanti per la protezione dei conducenti e dei passeggeri, anche se la sua applicazione dipenderà dall’approvazione definitiva del testo in discussione.

La correzione di un bug normativo di 16 anni segna un importante passo verso una maggiore equità e sicurezza stradale. La normativa, ora in fase di consultazione, introduce un obbligo che mette fine a una situazione paradossale, in cui chi guidava un veicolo più potente non aveva alcun obbligo di legge, mentre chi viaggiava su una microcar doveva allacciarsi. La modifica è un’importante novità per il settore dei quadricicli, che ora si allinea con le normative vigenti per le altre categorie di veicoli.