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ADAS e distrazione: il rischio cresce tra i giovani guidatori

Uno studio rivela che il 48% degli under 24 si distrae alla guida grazie agli ADAS, aumentando il rischio di incidenti.

Giovani guidatori con auto dotate di ADAS si distraggono, aumentando il rischio di incidenti
Giovani guidatori con auto dotate di ADAS si distraggono, aumentando il rischio di incidenti

Quasi un giovane su due si distrae alla guida, grazie all’uso di sistemi di assistenza alla guida (ADAS), secondo uno studio condotto da AXA in Germania. L’indagine, basata su un campione di 2.032 automobilisti, ha rivelato che il 48% degli under 24 ha sfruttato gli ADAS per occuparsi di altre attività durante la guida, come guardare il telefono o mangiare. Il fenomeno appare particolarmente diffuso tra i giovani uomini, con una percentuale che sale al 63%. Questo dato solleva preoccupazioni sulla sicurezza stradale e sull’effettiva utilità della tecnologia.

La fiducia nella tecnologia non è sempre un vantaggio

Sebbene il 77% degli intervistati si dica convinto che i sistemi di assistenza alla guida migliorino la sicurezza, il 44% ritiene che i conducenti si affidino troppo alla tecnologia, guidando con minore attenzione. Tra i giovani, questa percezione si accentua, con un’alta percentuale che vede gli ADAS come un’“alibi” per distaccarsi dalla guida. La tecnologia non sostituisce il guidatore, ma lo assiste, eppure la fiducia in essa può portare a una distrazione pericolosa. Arne Kleines, responsabile delle assicurazioni auto di AXA, ha sottolineato che considerare la tecnologia un sostituto della propria attenzione può trasformare un vantaggio in un rischio.

Le differenze di genere e comportamento

Il confronto con la popolazione generale mostra una differenza marcata. Solo il 19% degli uomini tedeschi ammette di distrarsi alla guida, contro il 7% delle donne. Questo dato suggerisce una correlazione tra genere, età e comportamento al volante. I giovani uomini, in particolare, sembrano più propensi a sfruttare gli ADAS per attività non correlate alla guida, un comportamento che potrebbe aumentare il rischio di incidenti. La normativa europea presuppone un conducente vigile, ma la tecnologia non può sostituire la responsabilità del guidatore. La tecnologia, pur essendo in grado di migliorare la sicurezza in situazioni specifiche, non elimina la necessità di attenzione e concentrazione. I sistemi di livello 2, oggi più diffusi, assistono il guidatore ma non lo sostituiscono. Tuttavia, la percezione pubblica, specialmente tra i giovani, tende a confondere assistenza con autonomia. Questo rischio è ulteriormente accentuato quando si considera che il 12% dei guidatori che usano l’auto almeno cinque giorni a settimana ammette di essersi distratto, pur mostrando un livello di fiducia nella tecnologia superiore al 80%.

La tecnologia automobilistica, pur essendo in grado di migliorare la sicurezza, non può essere considerata del tutto responsabile. Il comportamento del guidatore rimane cruciale, e la fiducia nella tecnologia deve essere accompagnata da una consapevolezza del rischio. L’uso degli ADAS, se non accompagnato da una corretta attenzione, potrebbe portare a una distrazione che, pur non essendo diretta, aumenta la probabilità di incidenti. La sfida è quindi non solo tecnologica, ma anche culturale e educativa, per garantire che la tecnologia venga utilizzata nel modo giusto.

La tecnologia non è un sostituto del guidatore, ma un supporto che richiede una corretta utilizzazione.