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Dacia Duster affronta un 2026 difficile, restyling in arrivo nel 2028

Dacia Duster registra un calo del 41% delle immatricolazioni in Francia nel 2026. Il marchio valuta un restyling strategico per il 2028 per rilanciare la sua posizione nel mercato.

Dacia Duster in strada, con un design che mostra segni di usura, mentre i dati di vendita segnalano un calo significativo nel 2026
Dacia Duster in strada, con un design che mostra segni di usura, mentre i dati di vendita segnalano un calo significativo nel 2026

Dacia Duster, un modello che ha dominato il mercato per quasi quindici anni, si trova a dover affrontare un 2026 difficile, con una flessione nelle vendite che segna un calo del 41% sul mercato francese. A gennaio 2026, le immatricolazioni sono scese a 8.842 unità, contro le quasi 15.000 registrate nello stesso periodo del 2025. La pressione della Bigster e dei brand emergenti, soprattutto cinesi, ha spinto il marchio rumeno a valutare un restyling strategico per il 2028, per rilanciare la sua posizione nel mercato. La Duster, pur rimanendo il modello più venduto nel segmento B-SUV in Italia, ha visto un calo delle immatricolazioni nel 2026, con un leggero calo del 10,50% rispetto al periodo precedente.

Un calo strutturale e una concorrenza in crescita

Sebbene la flessione possa essere parzialmente attribuibile all’aggiornamento dei motori per rispettare la normativa Euro 6e-bis, i nodi veri sono strutturali. La Bigster, sorella maggiore della Duster, ha staccato 6.063 immatricolazioni a gennaio in Francia, mettendo nel mirino la posizione della Duster. L’effetto è che la Bigster sta prosciugando la Duster dall’interno, riducendo la sua leadership nel mercato. Inoltre, brand come MG e JAECOO stanno attaccando la fascia di prezzo che per anni è stata dominata da Dacia, offrendo dotazioni superiori a parità di listino. La Duster, pur rimanendo un’auto economica e accessibile, si trova a dover competere con modelli che offrono tecnologia e comfort a costi simili.

La filosofia del marchio punta a dare a ciascun modello B-SUV un carattere ben distinto, senza omologare la gamma. Gli interventi saranno quindi pochi ma pesanti, sulla scorta di quanto fatto di recente con la Sandero. La Duster non erediterà la firma luminosa a “T” dell’ultimo Dacia Striker, ma si concentrerà su un design che mantenga la sua identità senza seguire le mode del momento.

Un restyling strategico per il 2028

Per rispondere a questa situazione, Dacia ha deciso di correre ai ripari con un restyling intermedio, che non prevederà nuove piattaforme o rivoluzioni di forma, ma concentrerà gli interventi sull’estetica esterna. La base rimarrà la nota CMF-B e la carrozzeria manterrà l’impostazione attuale, ma i designer avranno la possibilità di apportare ritocchi significativi. Nell’abitacolo, il modello da seguire sarà quello della variante venduta in India con marchio Renault, con una plancia dominata da due schermi. Non si aspettano materiali di lusso, ma una combinazione di plastica dura e funzionalità per mantenere il prezzo d’attacco basso.

Under the hood, invece, non ci saranno stravolgimenti. L’ingegneria affinerà l’assetto e l’isolamento acustico per migliorare il comfort, confermando l’offerta attuale. Motori micro-ibridi, full hybrid, benzina e l’intramontabile bifuel a GPL saranno mantenuti, senza nuovi investimenti pesanti. Le risorse di ricerca e sviluppo saranno concentrate sull’elettrificazione degli altri modelli in cantiere. Il restyling debutterà ufficialmente nel 2028, dopo due anni di lavoro. Per la Duster si preannuncia un biennio lungo e decisamente in salita, con un’attenzione costante alla concorrenza e al design che comincia a sentire il peso degli anni. La Duster non è più l’unica opzione nel mercato, ma si prepara a un futuro in cui la sua identità dovrà adattarsi a nuove sfide.