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Francesco Bagnaia, pilota della Ducati, ha espresso un’analisi critica sull’evoluzione della sua moto, la GP26, affermando che la versione precedente, la GP24, avrebbe permesso al team di stare tra i primi quattro del campionato. La sua dichiarazione, fatta durante la gara di Misano, ha suscitato interesse nel paddock e ha posto in luce una questione di fondo: la Ducati ha perso parte del potenziale che aveva dimostrato nel 2024. Bagnaia ha sottolineato che, se fossero quattro piloti su una GP24, sarebbero già tra i top 4 del campionato, un’affermazione che ha messo in luce un problema di sviluppo tecnico.
La GP24 era più performante della GP26
Bagnaia ha sottolineato che la GP24, pur essendo una moto più vecchia, aveva un equilibrio eccezionale che permetteva di ottenere tempi gara competitivi. «Se fossimo quattro su una GP24, saremmo già tra i top 4 del campionato», ha detto il pilota. Questa affermazione, sebbene teorica, ha messo in luce un problema: la Ducati, pur avendo migliorato alcuni aspetti, ha perso alcune caratteristiche che avevano reso la GP24 così efficace. Bagnaia ha espresso la convinzione che la Ducati non debba cercare nuove soluzioni, ma recuperare alcune caratteristiche che avevano funzionato in precedenza.
La soluzione potrebbe essere nel passato
Bagnaia ha espresso la convinzione che la Ducati non debba cercare nuove soluzioni, ma recuperare alcune caratteristiche che avevano funzionato in precedenza. «Non abbiamo bisogno di novità, ma di strumenti che abbiamo già», ha affermato. Questo approccio, sebbene non sia nuovo, ha suscitato interesse, soprattutto in un contesto in cui i costruttori cercano continuamente di innovare. Il pilota ha anche riconosciuto che la GP26 non è una moto cattiva, ma che lui stesso deve adattarsi alle sue caratteristiche.
Aprilia come rivelatore del problema
La progressione di Aprilia ha reso più pressante l’analisi di Bagnaia. Il pilota ha riconosciuto il lavoro svolto da Noale, ma ha sottolineato che il rapprochimento tra i due team è dovuto a due movimenti simultanei: Aprilia si è sviluppata in modo significativo, mentre la Ducati ha perso parte del suo vantaggio. «Aprilia ha avanzato, ma Ducati ha anche perso», ha detto Bagnaia. Nonostante le critiche, Bagnaia ha riconosciuto che la GP26 non è una moto cattiva, ma che lui stesso deve adattarsi alle sue caratteristiche.
Bagnaia ha anche riconosciuto che il problema non è solo la moto, ma anche come la usa. «Il problema non è solo la moto, ma anche come la uso», ha aggiunto. Questo ha reso la sua analisi più completa, poiché non attribuisce le difficoltà esclusivamente ai tecnici di Borgo Panigale. A Misano, Bagnaia spera che si possa trovare una soluzione che permetta a Ducati di tornare a competere al meglio. «Se troviamo la soluzione questa settimana, potremmo sfidare Aprilia», ha concluso. La sua posizione, sebbene critica, non è di condanna, ma di richiesta di una riflessione su come sviluppare una moto che mantenga il potenziale dimostrato nel passato.
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