
L’Automotoclub Storico Italiano (ASI) festeggia i 60 anni a Misano Adriatico con una mostra che unisce cultura, economia e passione per il motorismo storico. L’evento, che si svolge in un’area dedicata a veicoli di ogni tipo – da automobili a motociclette, da mezzi militari a aerei e imbarcazioni – rappresenta una celebrazione non solo del passato, ma anche di un futuro che vede il motorismo storico come un’industria in crescita. Il presidente dell’ASI, Alberto Scuro, ha sottolineato come il patrimonio storico non sia solo nostalgia, ma una risorsa economica e culturale in grado di generare relazioni internazionali.
Un patrimonio straordinario e una filiera artigianale unica
L’ASI, con le sue 28 commissioni e la sua presenza in diversi settori della mobilità, rappresenta una parte importante della storia della locomozione in Italia. Scuro ha spiegato che il motorismo storico non è solo un’attività di conservazione, ma un’industria in grado di creare turismo, lavoro e relazioni internazionali. L’Italia, con il suo patrimonio di veicoli storici e una filiera artigianale che in molti Paesi non esiste più, è ben posizionata a livello globale. Anche il ministero dell’Economia cinese ha espresso interesse per il mercato delle auto storiche, cercando di aprire un accesso serio e trasparente.
Il motorismo storico non è nostalgia, ma cultura e economia. Scuro ha sottolineato come il patrimonio storico non debba essere visto come qualcosa di morto, ma come una cultura in movimento. L’esperienza fisica, il contatto con le macchine e la condivisione di storie e emozioni sono elementi chiave per coinvolgere anche i giovani. Molti partecipanti, anche ventenni, si interessano a veicoli di sessant’anni o più, non solo per la loro storia, ma per l’emozione che provano nel guidarli o nel vederli in mostra.
Un’esperienza fisica e una cultura in movimento
Scuro ha sottolineato come il motorismo storico non debba essere visto come qualcosa di morto, ma come una cultura in movimento. L’esperienza fisica, il contatto con le macchine e la condivisione di storie e emozioni sono elementi chiave per coinvolgere anche i giovani. Molti partecipanti, anche ventenni, si interessano a veicoli di sessant’anni o più, non solo per la loro storia, ma per l’emozione che provano nel guidarli o nel vederli in mostra.
La sostenibilità è un tema cruciale per il futuro del motorismo storico. L’ASI, attraverso studi di biocombustibili, sta cercando di conciliare la conservazione dei veicoli storici con le esigenze ambientali. I test hanno dimostrato che i biocarburanti possono essere utilizzati anche su veicoli molto anziani, persino centenari. Tuttavia, il costo elevato di alcuni carburanti alternativi rappresenta un problema. Scuro ha riconosciuto che la sostenibilità potrebbe diventare un lusso per i collezionisti, ma ha sottolineato che siamo ancora in una fase di studio e sviluppo.
Il presidente dell’ASI, Alberto Scuro, ha espresso l’aspirazione di un’organizzazione ancora più internazionale, digitale e aperta ai giovani. L’obiettivo è creare un’ASI in grado non solo di certificare e proteggere il patrimonio storico, ma anche di raccontarlo in modo accessibile e coinvolgente. Scuro ha anche menzionato l’idea di ottenere il riconoscimento UNESCO per il motorismo storico come patrimonio culturale immateriale, un modo per dare un valore definitivo a un’attività che non è solo conservazione, ma anche storia dell’uomo, della tecnica e della società.
