
Juan Carlos Toribio, guardia civil de Tráfico, ha espresso preoccupazioni sulla nuova norma introdotta dalla Dirección General de Tráfico (DGT) che limita la velocità durante l’adelantamiento dei ciclisti e ciclomotori. La misura, entrata in vigore il 1° ottobre 2026, obbliga i conducenti a ridurre almeno 20 km/h rispetto al limite della strada prima di effettuare un superamento, con una separazione minima di 1,5 metri. Toribio ha definito la norma come “il giorno della marmota”, un’espressione che suggerisce una situazione paradossale e potenzialmente pericolosa.
Limiti di velocità e separazione minima
La nuova regolamentazione, parte della riforma del Reglamento Generale di Circulación, impone ai conducenti di ridurre la velocità di almeno 20 km/h prima di superare un ciclista o un ciclomotore. Una volta ridotta, la velocità deve rimanere stabile durante l’intero processo di superamento, mantenendo una distanza di almeno 1,5 metri. Toribio ha sottolineato come questa misura possa rendere impossibili alcuni superamenti, specialmente in strade secondarie, dove la velocità è già limitata.
Scenari paradossali e critiche al sistema
Il guardia civil de Tráfico ha fornito esempi concreti per illustrare i possibili effetti della norma. Ad esempio, in una strada limitata a 40 km/h, un conducente dovrebbe ridurre la velocità a 20 km/h prima di superare un ciclista, ma se quest’ultimo viaggia a 25 km/h, il superamento non è più possibile. Toribio ha anche menzionato situazioni in cui un ciclomotore a 45 km/h potrebbe rendere impossibile il superamento di un veicolo che viaggia a 40 km/h, a causa della riduzione di velocità obbligatoria. Questi scenari, secondo Toribio, potrebbero portare a lunghe carovane di veicoli bloccati, con conseguenze negative per la fluidità del traffico.
Non solo i ciclisti sono coinvolti, ma anche veicoli come autobus, camion e auto di servizio, che potrebbero non riuscire a superare i ciclisti o ciclomotori. La norma potrebbe creare situazioni paradossali, in cui la protezione dei ciclisti ostacola la mobilità di tutti i conducenti. La norma non è ancora entrata in vigore, ma partirà il 1° ottobre 2026. Toribio ha sottolineato che l’applicazione pratica della misura dipenderà dall’interpretazione degli agenti di tráfico e dalla loro capacità di gestire le situazioni complesse. La Dirección General de Tráfico ha spiegato che l’obiettivo è rafforzare la protezione dei ciclisti e degli altri utenti vulnerabili della strada, ma Toribio ha rilevato che non tutti vedono chiaramente come la norma possa essere applicata in modo efficace e sicuro.
La critica di Toribio non è solo una questione di sicurezza, ma anche di equilibrio tra la protezione dei ciclisti e la fluidità del traffico. La nuova norma potrebbe portare a una riduzione significativa della mobilità, con conseguenze negative per la vita quotidiana di molti conducenti. La situazione, come ha detto Toribio, potrebbe diventare “il giorno della marmota”, un’espressione che indica una situazione di stallo e di difficoltà crescenti.
La discussione sull’efficacia della norma continuerà a crescere nei prossimi mesi, con l’entrata in vigore della misura e l’esperienza pratica sul campo. La Dirección General de Tráfico dovrà monitorare attentamente come la norma viene applicata e se i rischi previsti si verificano realmente. Per il momento, la critica di Toribio rimane un segnale di allarme per una misura che potrebbe non rispondere alle esigenze reali del traffico stradale.
