Assicurazione auto cointestata: è davvero così conveniente?

Di , scritto il 21 Settembre 2015

Siamo davvero certi che l’assicurazione auto cointestata sia un buon modo per risparmiare? Scopriamolo insieme.

L’assicurazione auto cointestata è considerata da molti un buon modo per risparmiare grazie alla possibilità di intestare la proprietà un veicolo a due o più soggetti. Ma siamo davvero sicuri che ricorrere a questa soluzione sia un buon modo per risparmiare sui costi della polizza auto? Prima di prendere decisioni affrettate valutiamo bene i fatti. Infatti per tagliare i costi dell’assicurazione auto a volte basta semplicemente cambiare la compagnia assicurativa, valutando con attenzione i costi e le condizioni offerte. Per ottimizzare la ricerca potrebbe essere utile consultare le proposte per l’assicurazione auto del comparatore SuperMoney e valutare le soluzioni delle altre compagnie assicurative monitorate dal portale.

Assicurazione auto cointestata: ecco cosa è cambiato

Uno dei fattori che di certo ha ridotto il grado di convenienza dell’assicurazione auto cointestata è stata l’introduzione della Legge Bersani. Infatti, se fino a qualche anno era possibile intestare la proprietà di veicolo ad un unico soggetto, oggi le cose sono cambiate e pertanto nella polizza assicurativa devono essere indicati chiaramente tutti i proprietari del veicolo. Un fattore di non poco conto, dal momento che il costo del premio annuale sarà poi valutato in base a questo fattore. Ma cerchiamo di approfondire meglio quest’ultimo aspetto.

Mettiamo il caso che in una famiglia ci sarà un neopatentato. In questo caso converrà piuttosto usufruire dei vantaggi offerti dalla Legge Bersani, che garantiscono anche per chi non ha una grande esperienza di guida, l’acquisizione della classe di merito più elevata di un familiare convivente e appartenete allo stesso Stato di Famiglia. Nella Legge Bersani del 2007 non si fa nessun riferimento alla proprietà del mezzo e non sono previste alcune agevolazioni in caso di cointestazione.

Ciò vuol dire che la legge Bersani riconosce la stessa classe di merito ad un padre e figlio conviventi, e appartenenti allo stesso nucleo familiare, indipendentemente dal fatto che l’auto sia intestata ad entrambi o ad un solo soggetto. Cosa diversa nel caso in cui il padre e il figlio non facciano parte dello stesso Stato di Famiglia. In questo caso il giovane perderebbe la possibilità di ereditare la classe di merito del padre, anche nel caso in cui l’auto da assicurare fosse intestata ad entrambi.

Alcuni casi particolari

Cosa succede nel caso in cui si decide di intestare un’auto cointestata ad un solo proprietario? In questo caso la classe di merito sarà quella maturata in base alla sua specifica esperienza di guida. Se invece si decide di vendere un’auto cointestata o di acquistarne una nuova intestandola ad uno solo degli ex-proprietari, questo potrà mantenere la classe di merito maturata ma sarà necessario che gli ex-intestatari del mezzo venduto rilasciano una dichiarazione scritta in cui dichiarano di rinunciare alla classe di merito maturata con il vecchi veicolo cointestato.



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