Revisione dell’automobile: facciamo chiarezza

Di , scritto il 21 Dicembre 2021
revisione auto

Per chi è neopatentato e si trova per la prima volta alle prese con la burocrazia legata all’automobile, la revisione può essere uno degli argomenti sui quali ha bisogno di aiuto.

Ma anche chi ha già la patente da parecchio tempo, potrebbe aver bisogno di qualche delucidazione in più sull’argomento. Vediamo quindi perché la revisione è necessaria, quando deve essere fatta e altre informazioni utili.

Chiunque abbia un veicolo, infatti, deve comprendere, per la propria sicurezza e per quella di coloro che circolano per strada, quali sono le norme da seguire in fatto di manutenzione e quindi che cos’è la revisione, quando è giusto farla, qual è il suo costo e che differenza esiste tra una revisione ordinaria e una straordinaria.

Tutto sulla sicurezza del proprio mezzo: manutenzione ordinaria

L’articolo 80 del Codice della Strada indica chiaramente che tutti i veicoli devono superare una revisione per poter circolare in sicurezza. Se il veicolo è nuovo, affronteremo la prima revisione dopo quattro anni. I quattro anni partono dal momento in cui l’auto è immatricolata. È possibile trovare facilmente questo dato nella carta di circolazione in dotazione al veicolo, detta anche ‘libretto’.

La prima revisione si deve fare entro il termine del mese del quarto anno dal giorno in cui è stato rilasciato il veicolo. Dopo la prima revisione, lo Stato Italiano richiede una revisione ogni due anni.

Per regolarvi usate il mese in cui è stata revisionata l’ultima volta l’auto e portatela a revisionare entro e non oltre quel mese, ogni due anni. Il costo di una revisione varia, dai 45 € ai 76 € circa.

Tutti i veicoli devono sottostare a queste regole?

Sì, se sono autovetture (anche senza patente), autocaravan, motoveicoli e ciclomotori, mezzi adibiti al trasporto di cose o persone che non superino il peso di 3.500 kg. Le auto di famiglia normalmente rientrano in questa categoria, ad esempio.

Se la vettura in questione è un taxi, oppure è un’auto da noleggio con autista, bus o ambulanze, autoveicoli usati per il trasporto oppure rimorchi dal peso superiore a 3.500 kg, allora è obbligatorio essere forniti di documenti che attestino la revisione eseguita ogni anno.

Chi possiede un mezzo riconosciuto come da collezionismo o di interesse storico, può fare la revisione ogni due anni. Più precisamente, tutti i veicoli immatricolati dal 1 gennaio dell’anno 1960, possono recarsi in centri privati, e chi ha un mezzo immatricolato precedentemente questa data, deve recarsi agli uffici della Motorizzazione Civile.

Viceversa, chi viene sorpreso senza questo controllo necessario può incorrere in una multa, che va dai 159,00 € ai 639.00 €. Se il comportamento è recidivo, o il veicolo non revisionato si trova in autostrada o in tangenziale, scatta invece il blocco del mezzo oltre alla sanzione.

Dove è possibile fare la revisione? Presso le officine della Motorizzazione Civile, oppure in un Centro Privato autorizzato, come Beltramo. Oltre alla revisione in questi centri, si possono chiedere consulenze, collaudi, verifiche dei mezzi e anche un promemoria per non dimenticare gli appuntamenti più importanti.

Revisione ordinaria e straordinaria. Quali le differenze?

Se per fare una revisione auto o una revisione moto ci sono specifiche ben precise, è vero anche che esiste la revisione straordinaria. Cos’è? Quando si compie, e perché? Anche in questo caso devono verificarsi condizioni ben precise.

La revisione straordinaria, viene richiesta quando il veicolo ha subìto gravi danni e occorre verificare che non vi sia nessun pericolo nel condurlo. Può essere richiesta d’Ufficio, secondo il comma 7 dell’articolo 80 del nostro Codice della Strada.

Chi altri può chiedere questa revisione straordinaria? La polizia, che rileva anomalie in un mezzo. Possono essere requisiti di sicurezza mancanti, eccessiva rumorosità, inquinamento anomalo. Viene quindi richiesto un controllo straordinario per accertare la sicurezza del mezzo.


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