Wiesmann: storia, MF3, MF4, MF5 e Project Thunderball
La storia completa di Wiesmann: Martin e Friedhelm, roadster MF3, coupé e roadster MF4, MF5 V10 e biturbo, crisi, nuova proprietà, Gecko e Thunderball.
Wiesmann è una casa automobilistica tedesca costruita attorno a un contrasto: forme che ricordano i roadster britannici degli anni Cinquanta e meccanica BMW contemporanea. Fondata nel 1988 dai fratelli Martin e Friedhelm Wiesmann, ha prodotto a mano sportive leggere a Dülmen, attraversando motori sei cilindri, V8 e V10 fino alla crisi finanziaria del 2013.
Dopo l’acquisizione del 2016 da parte di Contec Global e dei fratelli Roheen e Sahir Berry, il marchio ha avviato una seconda vita. Project Gecko promette un ritorno al V8 BMW, mentre Project Thunderball cambia direzione con due motori elettrici posteriori e batteria da 92 kWh. La storia comprende quindi modelli realmente consegnati — MF3, MF4 e MF5 — e progetti di rinascita che devono ancora dimostrare continuità produttiva.

Martin e Friedhelm Wiesmann: l’idea nata a Essen
Nel 1985 Martin e Friedhelm Wiesmann visitano l’Essen Motor Show. I due fratelli immaginano una sportiva con l’eleganza di un roadster inglese classico e la precisione della tecnologia tedesca. Non vogliono restaurare un modello del passato, ma costruire un’automobile nuova secondo quella filosofia.
Le competenze si dividono naturalmente. Friedhelm, ingegnere, segue sviluppo e produzione; Martin si concentra su vendite, clienti e organizzazione. Prima dell’auto completa, l’azienda costruisce hardtop su misura per cabriolet, acquisendo esperienza in carrozzeria, finitura e rapporto con costruttori e proprietari.
Wiesmann viene costituita ufficialmente nel 1988. La scelta di partire da componenti BMW riduce il rischio legato a motore, trasmissione ed elettronica, consentendo ai fratelli di investire su telaio, proporzioni e artigianato.
Il geco: un simbolo di aderenza
Il logo raffigura un geco, animale capace di aderire alle superfici. Per i fondatori sintetizza il comportamento desiderato: un’auto che sembri incollata alla strada. La forma compare su calandra, strumenti, sedili e architettura della fabbrica.
Il simbolo funziona perché non è legato a un singolo modello. Sei cilindri, V8, V10 ed elettrico possono cambiare, mentre aderenza e agilità restano la promessa centrale. Nella comunicazione Wiesmann il geco diventa quasi una firma artigianale.
L’immagine non sostituisce la tecnica. Per ottenere il comportamento servono massa contenuta, baricentro, sospensioni e pneumatici coerenti. Il telaio deve anche conservare rigidità in una carrozzeria aperta, problema essenziale per il primo roadster.
La prima fabbrica e lo sviluppo del Roadster
Nel 1990 Wiesmann apre una sede dedicata a Telgenkamp, a Dülmen. Mentre continua la produzione di hardtop, il team sviluppa telaio e carrozzeria del primo modello. L’automobile viene assemblata in numeri ridotti, con molte operazioni manuali.
Il progetto usa un motore anteriore arretrato, trazione posteriore e abitacolo vicino all’asse posteriore. Il cofano lungo e la coda corta richiamano Austin-Healey e Jaguar, ma struttura e componenti appartengono agli anni Novanta.
La fase di sviluppo dura diversi anni perché una piccola azienda deve affrontare omologazione, fornitori e qualità senza l’infrastruttura di un grande gruppo. Nel 1993 le prime auto vengono consegnate e mostrate anche in eventi internazionali.
MF3: il modello fondamentale
Il Roadster MF3 debutta nel 1993 e rimane in produzione per diciotto anni. Le iniziali richiamano Martin e Friedhelm, mentre il numero identifica la famiglia. È una biposto compatta con telaio tubolare, carrozzeria composita e meccanica BMW.
Le prime versioni utilizzano sei cilindri in linea BMW di cilindrate e potenze differenti. L’auto pesa poco e offre sterzo diretto, cambio manuale e un rapporto molto fisico con la strada. La produzione su ordinazione permette colori e interni quasi unici.
Il successo genera attese fino a tre anni secondo la cronologia aziendale. Wiesmann apre punti di rappresentanza in Europa e trasforma una piccola officina di hardtop in un costruttore riconosciuto.
Il rapporto con BMW
La partnership ufficiale con BMW inizia a metà degli anni Novanta. Wiesmann riceve motori, cambi e componenti elettronici progettati per automobili di volume maggiore, ma li integra in una vettura molto più leggera e corta.
Usare propulsori BMW offre rete ricambi e affidabilità, ma non rende la Wiesmann una BMW ricarrozzata. Telaio, geometrie, carrozzeria, abitacolo e calibrazione formano un prodotto distinto. Anche il rapporto peso-potenza cambia radicalmente.
L’integrazione richiede dialogo con l’elettronica di origine. Immobilizer, quadro, gestione motore e diagnostica devono funzionare fuori dal veicolo donatore. Con l’aumento dei sistemi digitali, questa competenza diventa sempre più importante.
MF3 con motore S54
La versione più nota della MF3 utilizza il sei cilindri S54 della BMW M3 E46. Il 3.246 centimetri cubi eroga 343 cavalli e 365 Nm secondo i dati Wiesmann. Il peso contenuto produce un rapporto di circa 3,44 chilogrammi per cavallo.
La casa dichiara 0-100 km/h in 4,9 secondi e 255 km/h. Più del numero conta il carattere: il motore aspirato sale di regime rapidamente e viene abbinato a trasmissioni manuali o, in alcune configurazioni, sequenziali BMW.
La MF3 conclude la produzione con una Final Edition realizzata insieme all’agenzia di design Sieger. Le varianti cromatiche e gli interni celebrano una piattaforma capace di attraversare quasi due decenni.
MF30 e le evoluzioni del roadster
Accanto alla MF3, Wiesmann propone versioni come MF30 con sei cilindri BMW meno estremo. L’obiettivo è offrire un accesso più gestibile senza perdere la carrozzeria e l’impostazione della roadster.
Le denominazioni possono creare confusione perché motori e specifiche cambiano durante la produzione. Per valutare un esemplare servono anno, numero di telaio e codice motore, non soltanto la sigla esterna.
Le auto vengono costruite su richiesta e possono avere cambi, ruote, freni e finiture differenti. La rarità aumenta il valore della documentazione originale e della storia di manutenzione.
GT MF4: la prima coupé
Nel 2005 Wiesmann presenta la GT MF4, prima coupé della casa e progetto interamente nuovo rispetto alla MF3. Il passo cresce, la struttura viene irrigidita e il tetto permette una silhouette fastback con portellone posteriore.

Le prime MF4 utilizzano il V8 BMW aspirato 4.8 da 367 cavalli abbinato a un manuale a sei rapporti. Il motore anteriore arretrato e la trazione posteriore mantengono la formula Wiesmann, ma coppia e comfort aumentano.
La coupé amplia l’uso nei climi freddi e alle alte velocità. Rimane artigianale, con abitacolo rivestito secondo le richieste, ma assume il ruolo di gran turismo capace di lunghi trasferimenti.
Roadster MF4, MF4-S e MF4-T
La Roadster MF4 viene mostrata a Ginevra nel 2009. Condivide la nuova base della coupé e offre tre interpretazioni principali. MF4 usa il V8 4.8 da 367 cavalli; MF4-S adotta un V8 più sportivo da 420 cavalli; MF4-T passa al biturbo da 407 cavalli.

Il passaggio dal motore aspirato al turbo riflette l’evoluzione BMW. La coppia arriva prima e le emissioni migliorano, ma la risposta cambia. Wiesmann deve calibrare controlli e telaio per una vettura più leggera dei modelli BMW di origine.
MF4-S e MF4-T vengono offerte anche come coupé. Le sigle identificano quindi motore e carattere, non sempre una sola carrozzeria. Questa varietà rende necessaria precisione quando si confrontano prestazioni.
GT MF5 e il V10 BMW M
La GT MF5 viene mostrata a Ginevra nel 2008. La prima configurazione utilizza il V10 S85 da 5,0 litri della BMW M5 e M6, con 507 cavalli. È uno dei motori aspirati più caratteristici dell’epoca, capace di regimi elevati e un suono vicino alle competizioni.

Installare il V10 in posizione anteriore arretrata richiede raffreddamento, trasmissione e bilanciamento specifici. In una carrozzeria più leggera della berlina BMW, la risposta diventa ancora più intensa.
Le MF5 V10 sono rare. Wiesmann indica quarantatré Roadster V10 e meno di duecento MF5 complessive fra coupé e aperte, comprese le evoluzioni successive.
MF5 biturbo: 555 cavalli
Quando BMW conclude il V10 aspirato, Wiesmann passa a un V8 biturbo. La specifica finale MF5 eroga 555 cavalli e 680 Nm, abbinati a un automatico a sei rapporti. La casa dichiara 311 km/h e 0-100 in 3,9 secondi.
Il turbo offre più coppia ai medi regimi e cambia la natura della vettura. La velocità cresce, ma il compito del telaio diventa mettere a terra la spinta senza rendere l’auto brusca. Controlli elettronici e pneumatici assumono un ruolo maggiore.
MF5 rappresenta il massimo sviluppo della prima Wiesmann. Non è un’auto da competizione omologata, ma una supercar stradale costruita in modo artigianale attorno a meccanica di alto livello.
La fabbrica a forma di geco
Nel 2008 Wiesmann inaugura una nuova manifattura a Dülmen, nota come “Gecko” per la forma e i riferimenti architettonici al logo. Oltre trentamila visitatori arrivano nel primo fine settimana secondo l’azienda.

L’edificio riunisce assemblaggio, verniciatura, selleria, sviluppo e spazi per clienti. La visita della fabbrica diventa parte dell’esperienza di acquisto. Ogni vettura avanza attraverso stazioni manuali anziché una linea ad alto volume.
L’investimento comunica fiducia e aumenta capacità, ma genera costi fissi elevati. Per un costruttore di poche centinaia di auto, la fabbrica deve essere sostenuta da ordini continui e capitale sufficiente.
Personalizzazione e comunità dei proprietari
Colori, pelle, cuciture, strumenti, legni e metalli vengono definiti con il cliente. Una Wiesmann può essere sobria o fortemente contrastata; la struttura artigianale permette combinazioni che una casa di grande serie non offrirebbe.
Il rapporto prosegue con raduni, viaggi sulle Alpi, track day e club. Il prodotto include l’accesso a una piccola comunità. Questo aiuta fedeltà e valore residuo, soprattutto quando la rete commerciale è limitata.
La personalizzazione può complicare l’usato: colori estremi restringono la platea e componenti unici richiedono tempi di riparazione. Al contrario, una commissione ben documentata può diventare particolarmente desiderabile.
Il reparto sportivo e i track day
Wiesmann non ha sviluppato un reparto corse ufficiale paragonabile a Porsche Motorsport o BMW M. Le auto partecipano a eventi, gare club e track day, ma il marchio non costruisce una storia continuativa in campionati GT internazionali.
Il circuito rimane uno strumento di collaudo e comunità. Nürburgring e Spa permettono ai proprietari di esplorare il telaio in sicurezza relativa, con supporto e istruttori. La promessa “incollata alla strada” viene verificata in questo ambiente.
È corretto parlare di cultura sportiva più che di palmarès. Il valore storico di Wiesmann deriva dalle auto stradali, non da vittorie a Le Mans o titoli mondiali.
Spyder Concept: ridurre all’essenziale
Nel 2011 Wiesmann presenta lo Spyder Concept, barchetta priva di parabrezza tradizionale e portiere. Il progetto esplora massa ridotta e guida aperta, con meccanica BMW ad alte prestazioni.
Lo Spyder non entra in produzione regolare. Serve a mostrare un lato più radicale rispetto alle MF4 e MF5, diventate più potenti e confortevoli. La forma resta riconoscibile attraverso calandra e parafanghi.
Come molti concept di piccole case, dimostra capacità ma anche il limite delle risorse: trasformarlo in un modello omologato avrebbe richiesto investimenti difficili da recuperare.
La crisi finanziaria del 2013
Nel 2013 Wiesmann entra in difficoltà finanziaria e avvia una procedura d’insolvenza. La nuova fabbrica, l’espansione internazionale e i costi di sviluppo pesano su volumi insufficienti. La produzione si ferma e nel 2014 l’attività entra in una fase di chiusura.
La cronologia ufficiale moderna parla di “brief closure”, una breve chiusura. Per comprendere il passaggio è però necessario riconoscere che la prima società non riuscì a sostenere il proprio modello economico. Un prodotto apprezzato non garantisce liquidità e ordini sufficienti.
Assistenza e valore delle auto esistenti diventano una preoccupazione per i proprietari. La presenza di meccanica BMW aiuta ricambi del motore, ma carrozzeria, telaio e finiture rimangono specifici Wiesmann.
L’acquisizione del 2016
Nel febbraio 2016 Contec Global acquisisce marchio e attività, sotto la direzione di Roheen Berry. Il gruppo, fondato dalla famiglia Berry, opera in settori tecnologici e industriali. Roheen diventa proprietario e amministratore delegato di Wiesmann.
Anche la nuova gestione è guidata da due fratelli, Roheen e Sahir Berry, un parallelismo con i fondatori. La sede di Dülmen viene mantenuta e parte delle competenze viene recuperata. L’obiettivo dichiarato è riportare Wiesmann nel segmento globale delle sportive di lusso.
Acquisire un marchio è più semplice che riavviare la produzione. Fornitori, omologazioni, personale e standard sono cambiati durante la pausa. La rinascita richiede una piattaforma nuova, non soltanto riprendere gli stampi MF5.
Project Gecko: il ritorno previsto al V8
Project Gecko viene annunciato come prima fase del ritorno. Mantiene motore anteriore centrale, trazione posteriore e proporzioni classiche, usando un V8 BMW M TwinPower Turbo. La distribuzione obiettivo è 50:50.
Il progetto condivide tecnologie leggere con Thunderball e dovrebbe offrire continuità ai clienti legati al motore a combustione. Prototipi camuffati sono stati osservati e la casa continua a presentarlo sul proprio sito.
Tuttavia non è corretto descriverlo come un modello già prodotto in serie. Annunci e tempi sono slittati; finché non iniziano consegne documentate, Project Gecko resta un programma in sviluppo.
Project Thunderball: la svolta elettrica
Nell’aprile 2022 Wiesmann svela digitalmente Project Thunderball, roadster elettrica. Due motori posteriori erogano insieme 500 kW, pari a 680 cavalli, e 1.100 Nm. La trazione resta posteriore per conservare il carattere tradizionale.
Il telaio è un monoscocca in alluminio con carrozzeria in fibra di carbonio. Il peso dichiarato è 1.775 chilogrammi con distribuzione 48:52. Wiesmann indica 0-100 in 2,9 secondi come obiettivo.
Le prestazioni sono notevoli ma la massa supera nettamente quella dei modelli storici. Il compito degli ingegneri è far percepire agilità attraverso posizione della batteria, sterzo, sospensioni e controllo della coppia.
Batteria, autonomia e ricarica
Thunderball utilizza architettura a 800 volt e batteria da 92 kWh, con 83 kWh disponibili. L’autonomia WLTP obiettivo supera 500 chilometri e il consumo dichiarato è 20,5 kWh/100 km.
La ricarica in corrente alternata arriva a 22 kW e quella continua fino a 300 kW. Il raffreddamento integra circuito ad acqua e climatizzazione per gestire alte temperature durante la carica rapida.
Questi sono dati di progetto. Autonomia e velocità di ricarica reali dipenderanno da versione di produzione, temperatura e curva della batteria. Una prenotazione rimborsabile, come precisa Wiesmann, non costituisce un preordine vincolante.
Le palette per la frenata rigenerativa
Wiesmann usa palette al volante per selezionare cinque livelli di rigenerazione. La soluzione vuole sostituire parte del coinvolgimento del cambio: prima di una curva il pilota può scegliere quanta decelerazione ottenere dai motori.
L’energia recuperata torna alla batteria, mentre il comportamento cambia fra scorrimento e guida quasi one-pedal. I freni meccanici da 380 millimetri con pinze a sei pistoncini anteriori e quattro posteriori gestiscono le decelerazioni più intense.
Il sistema è interessante perché tratta la rigenerazione come parametro dinamico, non soltanto di efficienza. La calibrazione deve però essere prevedibile quando batteria piena o temperatura limitano il recupero.
Produzione e stato reale della rinascita
Wiesmann dichiara che Thunderball verrà costruita a mano a Dülmen e ha aperto prenotazioni dal settembre 2022. Le disponibilità del primo anno sono state indicate come esaurite, ma la prenotazione resta rimborsabile.
Al momento considerato, la comunicazione pubblica non offre la stessa evidenza di una serie di consegne clienti che esiste per MF3, MF4 e MF5. È quindi prudente presentare Thunderball come progetto ordinabile e in preparazione, non come modello già consolidato sul mercato.
La differenza è sostanziale. Industrializzare batteria, software, sicurezza e ricarica richiede fornitori e omologazioni nuove per un’azienda che non produceva auto da anni. Il successo della rinascita si misurerà nelle consegne e nell’assistenza.
Come valutare una Wiesmann usata
Per MF3, MF4 o MF5 bisogna verificare numero di telaio, specifica motore, cambio, fatture e manutenzione. La meccanica BMW facilita diagnosi, ma installazione, raffreddamento e scarico sono specifici. Non ogni officina BMW conosce la vettura completa.
Carrozzeria composita e telaio richiedono controlli dopo incidenti. Differenze di colore o giochi possono indicare riparazioni. Sulle versioni V10 e biturbo, costi di motore, trasmissione ed elettronica sono proporzionati alla rarità.
La fabbrica e i club possono aiutare con autenticità e componenti. Una specifica originale ben documentata ha normalmente più valore di modifiche non tracciate, anche se la personalizzazione era parte essenziale dell’acquisto.
Perché Wiesmann è importante nella storia automotive
Wiesmann ha dimostrato che un piccolo costruttore tedesco poteva creare una sportiva emozionale senza imitare il minimalismo delle kit car o la tecnologia delle grandi supercar. La combinazione di BMW e manifattura propria ha generato auto riconoscibili e utilizzabili.
La crisi mostra l’altro lato: nuovi modelli, rete globale e una fabbrica iconica possono superare la capacità finanziaria di un produttore di nicchia. La seconda proprietà deve trasformare prestigio storico in produzione sostenibile.
Per altre storie di fondatori, modelli e reparti sportivi è disponibile la sezione Storie case automobilistiche di Solomotori. Wiesmann merita attenzione perché il suo geco racconta due epoche: la purezza dei motori BMW aspirati e il difficile tentativo di reinventarla nell’era elettrica.
Fonti consultate
- Wiesmann, History, cronologia ufficiale dal 1988 alla rinascita.
- Wiesmann, MF3, motore, prestazioni e produzione.
- Wiesmann, MF4, versioni roadster e coupé.
- Wiesmann, MF5, V10, biturbo e dati ufficiali.
- Wiesmann, Corporate, acquisizione Contec Global e Roheen Berry.
- Wiesmann, Project Gecko, programma V8 BMW M.
- Wiesmann, Project Thunderball, specifiche tecniche e condizioni di prenotazione.
