
Il Governo italiano ha poco più di due mesi per chiudere la riforma del Codice della strada, con nuove regole che potrebbero modificare significativamente la circolazione e le sanzioni per automobilisti e motociclisti. Fino al 13 settembre, associazioni e categorie potranno presentare le proprie proposte, mentre il testo dovrà essere definito e approvato entro il 14 ottobre 2026. La riforma, in fase di elaborazione, è al centro di un confronto serrato tra il MIT e i soggetti interessati, con l’obiettivo di rendere il nuovo Codice più efficace e allineato alle direttive europee.
Patente B a 17 anni e sanzioni progressive per la velocità
Una delle ipotesi più importanti riguarda l’anticipo della patente B a 17 anni, in linea con le direttive europee che l’Italia dovrà recepire. Il MIT sta valutando anche la possibilità di iniziare la guida accompagnata a 16 anni, per rendere più graduale il percorso verso la patente. Per le moto, invece, restano da chiarire diversi aspetti, tra cui il possibile accesso dei diciassettenni a veicoli che oggi si possono guidare con la patente B.
Al tempo stesso, si discute anche di una revisione delle sanzioni per la velocità, con un sistema più progressivo rispetto a quello attuale. L’ipotesi prevede multe che aumentano in maniera più marcata all’aumentare dei chilometri orari oltre il limite. Ad esempio, su una strada con limite di 130 km/h, una delle ipotesi illustrate prevede una sanzione di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite. Per le strade con limite di 50 o 30 km/h si ragionerebbe invece su 5 euro per ogni km/h oltre il limite.
Le nuove regole potrebbero introdurre un sistema di sanzioni più severo per chi supera i limiti di velocità.
Modifiche alla circolazione e controlli più rigorosi
Il MIT ha proposto una maggiore possibilità di circolazione per file parallele sulle strade a tre corsie, con la conseguenza che un veicolo potrebbe trovarsi a superarne un altro sulla destra senza effettuare una vera e propria manovra di sorpasso. L’ipotesi punta a rendere più ampia l’applicazione di questa norma, ma dovranno essere stabilite con precisione condizioni e modalità di utilizzo. Per le moto, si valuta anche una riduzione delle sanzioni per i veicoli parcheggiati in divieto di sosta, con l’ipotesi di dimezzare l’importo della multa rispetto a quello previsto per le automobili. Inoltre, si discute anche del “sorpasso a destra” su strade a tre corsie, con l’obiettivo di migliorare la fluidità del traffico e la sicurezza dei motociclisti.
La riforma potrebbe introdurre controlli più rigorosi sui veicoli privi di assicurazione.
La riforma potrebbe anche rendere più efficaci i controlli sui veicoli privi di assicurazione, attraverso l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione. Tra le ipotesi ci sono un divieto di circolazione digitale, il sequestro del mezzo in caso di mancata regolarizzazione e sanzioni più pesanti. Si valuta anche l’aumento dei punti decurtati, da 5 a 7, e una possibile sospensione breve della patente. Infine, si propone una riduzione da 90 a 30 giorni del termine per notificare le multe rilevate attraverso sistemi automatici. Per i veicoli con targa estera, si punta a rendere più efficace il recupero delle sanzioni non pagate, anche a distanza di anni.
