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Una Wassell Antelope 1973 torna a vivere dopo 30 anni grazie a un restauro accurato

Una moto da trial britannica del 1973, in condizioni disperate, è stata restaurata grazie a un'officina francese.

Una moto da trial britannica del 1973, in condizioni disperate, viene restaurata per tornare a essere guidata
Una moto da trial britannica del 1973, in condizioni disperate, viene restaurata per tornare a essere guidata

Una Wassell Antelope del 1973, in condizioni estremamente difficili dopo trent’anni di abbandono, è tornata a vivere grazie a un restauro accurato eseguito da un’officina francese. La moto, originariamente prodotta da un’azienda britannica conosciuta tra gli appassionati di motociclette classiche, è stata recuperata e riportata al suo splendore originale da Jonathan “Nejo” Terzian, fondatore dell’officina 1984sc. Il progetto, avviato su richiesta del proprietario Jean, un collezionista e appassionato di moto storiche, ha visto il coinvolgimento di un team esperto che ha riparato ogni componente della moto, mantenendo intatto l’estetica e le caratteristiche originali.

Un restauro che rispetta l’anima originale

Il lavoro è stato eseguito seguendo una filosofia precisa: recuperare ogni elemento possibile mantenendo l’estetica originale della moto e valorizzando le superfici in alluminio che caratterizzano il modello. La Wassell Antelope, conosciuta per le sue soluzioni tecniche avanzate per l’epoca, ha visto il telaio a doppia culla costruito in tubi Reynolds 531 riparato e risaldato, mentre il motore Sachs, bloccato e corroso, è stato smontato e revisionato integralmente. Anche le ruote, l’impianto di scarico e la sella hanno richiesto interventi specifici, tutti mirati a ripristinare la funzionalità e l’aspetto della moto. Il telaio a doppia culla costruito in tubi Reynolds 531 garantiva leggerezza e robustezza, mentre l’adozione di boccole Silentbloc e di un sistema di lubrificazione della catena dimostrava grande attenzione ai dettagli. Negli Stati Uniti il modello venne commercializzato anche con il nome Mudlark grazie a una collaborazione con il celebre pilota e imprenditore John Penton, contribuendo a diffondere la reputazione della moto tra gli appassionati di off-road.

Una moto salvata per essere guidata

La sfida del restauro è stata accettata da Nejo su richiesta del proprietario Jean, che aveva già visto restaurati diversi modelli iconici presso l’officina francese. L’esemplare protagonista di questo recupero si trovava in condizioni estremamente difficili: il telaio era danneggiato e rotto in alcuni punti, il motore Sachs risultava completamente bloccato e la corrosione aveva attaccato numerosi componenti meccanici e strutturali. Ruggine, usura e degrado avevano trasformato quella che un tempo era una raffinata moto da trial in un relitto apparentemente irrecuperabile.

Il restauro ha coinvolto ogni singolo componente della Wassell Antelope. Il telaio è stato completamente riparato e risaldato, mentre il motore Sachs è stato smontato e revisionato integralmente. Anche le ruote, l’impianto di scarico e la sella hanno richiesto interventi specifici. Particolare attenzione è stata dedicata agli elementi estetici. Il serbatoio e le parti in alluminio sono state lucidate per riportare alla luce il caratteristico aspetto argentato che rende immediatamente riconoscibile la Antelope. Lo scarico è stato nuovamente cromato e numerosi dettagli sono stati recuperati o ricostruiti rispettando le specifiche originali.

Secondo il restauratore, il piccolo monocilindrico Sachs sviluppa circa 12 CV e muove una moto dal peso di appena 90 kg, caratteristiche che ancora oggi garantiscono un comportamento divertente e agile sui percorsi trialistici. Una moto salvata per continuare a essere guidata: il progetto non si limita a un semplice esercizio estetico destinato alle esposizioni statiche, ma permette di riscoprire uno dei capitoli più affascinanti del trial europeo degli anni Settanta.