
Il Gran Premio di Madrid, in programma il 13 settembre 2026, si trova al centro di una forte opposizione da parte dei residenti del quartiere di Valdebebas. I cittadini denunciano l’impatto acustico del circuito e la mancanza di infrastrutture essenziali come scuole, centri sportivi o strutture sanitarie. La protesta, che si è intensificata negli ultimi mesi, potrebbe portare a una battaglia legale dopo l’evento. La F1 ha realizzato il tracciato in un’area residenziale, ma i residenti sostengono che l’evento sia illegale.
Il rumore supera i limiti legali
Secondo il portavoce del gruppo Stop F1 Madrid, Constantino Blanco, i livelli sonori del GP potrebbero raggiungere i 95 decibel, un valore equivalente a una motosega in salotto. Questo supera i limiti legali per le zone residenziali, che non dovrebbero superare i 35 decibel di giorno e i 30 di notte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda limiti compresi tra 40 e 53 decibel, confermando l’impatto negativo sulla salute dei cittadini.
Una strategia ispirata al Bernabéu
Il gruppo di protesta, composto da residenti di Valdebebas, Hortaleza e Barajas, mira a raccogliere prove per presentare una causa in tribunale. L’obiettivo è dimostrare i danni acustici e non solo causati dal GP. La strategia segue un precedente simile a quello dei residenti dello stadio Santiago Bernabéu, che hanno portato al divieto di concerti all’interno del centro sportivo del Real Madrid. I manifestanti attendono il weekend di gara come il “giorno della resa dei conti”. La pista, costruita attorno al centro espositivo IFEMA e nel quartiere residenziale di Valdebebas, è stata realizzata in fretta dopo anni di ritardi. Lo scorso 14 luglio, la Ferrari con Lewis Hamilton e Charles Leclerc ha effettuato un filming day, segnando l’avvio ufficiale del circuito. Tuttavia, i residenti sostengono che l’evento ha cancellato un piano originale che prevedeva l’espansione verde e sostenibile del quartiere. L’eliminazione di aree verdi ha alimentato le proteste.
La protesta si basa su fatti concreti e dati verificabili. Le residenti, come Inma Gallego, hanno espresso preoccupazione per il fatto che un quartiere privo di servizi essenziali ospiti un circuito di Formula 1. “Pensiamo che sia terribile che un quartiere senza un centro sanitario, un centro sportivo o una scuola superiore abbia un circuito di Formula 1 prima di tutto questo”, ha dichiarato. L’obiettivo del gruppo è dimostrare che l’evento ha causato danni e che i responsabili del circuito dovranno rispondere in tribunale.
La protesta, che si è intensificata negli ultimi mesi, potrebbe portare a una battaglia legale dopo il GP. I residenti, con il supporto di un comitato dedicato, hanno creato un sito web e si stanno organizzando per raccogliere prove. La F1, pur avendo realizzato il tracciato in un’area residenziale, non ha ancora risposto alle preoccupazioni dei cittadini. Il 13 settembre, il momento chiave, potrebbe segnare un punto di svolta per la comunità locale.
