
La speranza di un ritorno al cambio manuale e a un motore V16 si accende con l’annuncio di Mate Rimac, imprenditore croato e presidente di Bugatti. L’idea, presentata durante la Monterey Car Week 2026, potrebbe portare la Casa francese a riprendere alcuni aspetti della sua storia, pur nel contesto di una trasformazione in atto. Il progetto, se confermato, potrebbe rappresentare un passo significativo verso un’esperienza di guida più tradizionale, anche se limitata a un pubblico di nicchia, come i ricchi collezionisti e i clienti in grado di commissionare modelli unici.
Un progetto tecnologicamente avanzato
La tecnologia di Rimac, ormai riconosciuta a livello internazionale, ha già fornito componenti e innovazioni a marchi di prestigio come Porsche, Hyundai, Kia e Koenigsegg. L’azienda croata, cresciuta da pochi dipendenti nel 2011 a oltre 900 nel 2020, ha dimostrato una capacità di sviluppo senza precedenti. La 12Cilindri Manuale, ad esempio, conserva un cambio automatico come base, ma sovrappone una simulazione della griglia e del funzionamento della frizione, creando un’esperienza simile a quella di un cambio manuale. Questo approccio hi-tech, che anche Ferrari sta adottando per vendere i nuovi modelli, potrebbe essere il punto di partenza per un V16 manuale.
La trasmissione manuale potrebbe essere adottata su un modello inedito, seguendo le modalità con cui la Destrier ha concluso l’era del W16 come esemplare unico. Gli appassionati di hypercar iniziano a sognare, e persino McLaren ha anticipato un progetto di un gioiello con cambio manuale. Si tratta di un segnale importante verso un ritorno alle vere abilità guida, magari solo per ricchi collezionisti e clienti in grado di commissionare one-off special.
Un futuro in bilico tra tradizione e innovazione
La decisione di cedere la quota residua del 45% in Bugatti Rimac e una parte di Rimac Group a un consorzio finanziario nel 2026 ha consolidato il controllo operativo e strategico in mano a Mate Rimac. Questo passo ha reso chiaro il ruolo crescente dell’imprenditore croato nella direzione della Casa francese. Nonostante le dichiarazioni di Rimac, non ci sono conferme definitive sulle caratteristiche del nuovo V16, ma si tratta di un segnale importante. Il progetto potrebbe segnare un nuovo capitolo per la Casa francese, anche se il tempo e le risorse necessari per realizzarlo saranno determinanti. Per ora, il focus rimane su un’esperienza di guida più pura, ma solo per un pubblico selezionato, che apprezzerebbe l’esperienza di un cambio manuale in un’era in cui i tre pedali sembrano sempre più un lusso raro.
La Tourbillon, presentata con un powertrain ibrido V16 aspirato e un cambio a doppia frizione a otto rapporti, rappresenta per ora l’unico modello in produzione. Tuttavia, il progetto di un V16 manuale potrebbe segnare un nuovo capitolo per la Casa francese, anche se il tempo e le risorse necessari per realizzarlo saranno determinanti. Per ora, il focus rimane su un’esperienza di guida più pura, ma solo per un pubblico selezionato, che apprezzerebbe l’esperienza di un cambio manuale in un’era in cui i tre pedali sembrano sempre più un lusso raro.
Il tramonto definitivo dei tre pedali almeno appare sempre più lontano, anche se il progetto non è ancora confermato. Il fatto che Rimac abbia dichiarato con forza “Sì, assolutamente” durante la Monterey Car Week 2026 indica un impegno reale. Il futuro di Bugatti sembra quindi in bilico tra innovazione e tradizione, con un’attenzione crescente al piacere di guidare in modo più diretto.
