
La Bimota Tera H2 è una moto che sembra non avere un posto fisso nel panorama motociclistico: ha le gomme tassellate come una adventure, le prestazioni di una super sportiva e la posizione di guida di una roadster/naked. La Tera H2, prodotta in collaborazione con Kawasaki, è un mix unico che ha suscitato interesse e curiosità, ma anche alcune perplessità. La moto, lanciata a un prezzo di 41.520 euro franco concessionario, si colloca tra le concorrenti dirette come la Ducati Multistrada V4 RS e la BMW M 1000 XR. La Tera H2 è un prodotto che non si adatta a schemi tradizionali, ma si pone come una sfida al concetto stesso di categoria.
Un sistema di sterzo unico e complesso
La Tera H2 si distingue per il sistema di sterzo innovativo, noto come “Tesi”, che separa la funzione ammortizzante da quella sterzante. Il sistema è composto da un quadrilatero deformabile che svolge la funzione ammortizzante tramite il forcellone, mentre la funzione sterzante arriva dal cannotto di sterzo tramite due biellette, agendo su una parte centrale ancorata anche alle pinze freno. Questo sistema, sebbene complesso, offre un controllo preciso e diretto, con un angolo di sterzata di 35° per lato, contro i 27° del sistema Tesi originario. La Tera H2 è quindi una moto che si distingue per la sua tecnologia e la sua capacità di offrire un’esperienza di guida unica.
Un motore sovralimentato e un’esperienza di guida intensa
Al cuore della Tera H2 c’è il quattro cilindri sovralimentato di Kawasaki, un motore che ha già dimostrato la sua versatilità su modelli come la Z H2 e la Ninja H2. Il motore, abbinato a un cambio elettronico, offre prestazioni eccezionali, con un’erogazione prepotente quando si stuzzica e una gestione estremamente gentile in condizioni di guida normali. La Tera H2 è una moto che si distingue per la sua capacità di andare piano bene, ma anche per la sua potenza quando si vuole spingersi oltre. La gestione dell’acceleratore elettronico, insieme ai diversi power mode (Rider, Rain, Road, Sport), permette una personalizzazione completa dell’esperienza di guida.
Sebbene il motore sia un elemento chiave, la Tera H2 non è perfetta. L’elettronica, derivata interamente dai modelli Kawasaki di serie, ha permesso a Bimota di lanciare la moto già a punto, ma ha anche fatto perdere un po’ dell’aura che caratterizza i prodotti del marchio. Inoltre, il sistema di frenata, sebbene efficace all’anteriore, potrebbe beneficiare di un freno posteriore più incisivo, soprattutto in situazioni di utilizzo in due. La Tera H2 è una moto che si distingue per la sua tecnologia e la sua capacità di offrire un’esperienza di guida intensa, ma non è senza difetti.
Un’esperienza di guida unica, ma con alcune criticità
La Tera H2 offre un’esperienza di guida unica, grazie al suo sistema di sterzo e al suo motore sovralimentato. La posizione di guida, sebbene non comoda per lunghe distanze, è molto coinvolgente e permette un collegamento diretto con il davanti. La sella, sebbene sostenuta e sagomata, si fa sentire dopo alcune ore di guida, e il passeggero non è molto tollerato. La protezione aerodinamica è quella di una sportiva rialzata, non quella di una maxi enduro, e il cupolino, pur regolabile, non offre una protezione completa. La Tera H2 è una moto che si distingue per la sua capacità di offrire un’esperienza di guida intensa, ma non è senza criticità.
La Tera H2 è una moto che si colloca tra le crossover sportive, ma con un prezzo elevato e alcune criticità. La sua tecnologia, sebbene innovativa, non è perfetta, e la sua esperienza di guida, sebbene intensa, non è senza difetti. La Tera H2 è una moto che si distingue per la sua capacità di offrire un’esperienza di guida unica, ma non è senza criticità. La Tera H2 è una moto che si colloca tra le crossover sportive, ma con un prezzo elevato e alcune criticità. La sua tecnologia, sebbene innovativa, non è perfetta, e la sua esperienza di guida, sebbene intensa, non è senza difetti.
