
Stellantis ha deciso di abbandonare il modello di agenzia che avrebbe rivoluzionato l’acquisto di auto in Spagna, dopo anni di indecisioni e resistenze da parte della rete distributiva. Il progetto, inizialmente promosso come una svolta radicale nel settore, ha visto il gruppo automobilistico francese-italiano prendere una posizione di ritiro, lasciando il campo a altre marche che hanno adottato approcci più graduati. La decisione, annunciata in seguito a un insieme di sfide logistiche, economiche e di accettazione da parte dei concesionari, ha messo in discussione l’idea di un cambiamento radicale nel modo in cui si acquistano le auto in Spagna.
Un modello che non ha convinto
Il modello di agenzia, che prevedeva un controllo diretto del produttore sulle vendite, prezzi fissi e commissioni stabili, ha incontrato resistenze significative. I concesionari, che avevano già investito in strutture e spazi di esposizione, hanno rifiutato di assumere i rischi senza garanzie di ritorno economico. La mancanza di prodotti adeguati, l’incertezza sull’implementazione e la mancanza di una strategia chiara hanno portato a un numero crescente di abbandoni. Molti investitori, che avevano superato il primo filtro per partecipare al progetto, hanno deciso di non proseguire.
La rete distributiva ha visto un ritorno al sistema tradizionale, con un’importante eccezione: il 5% delle vendite potrebbe essere gestito direttamente dal gruppo attraverso canali online. Tuttavia, questa percentuale non è vista come una soluzione a lungo termine, ma come un tentativo di adattamento alle nuove esigenze del mercato. Il contratto, firmato marca per marca e concesionario per concesionario, ha richiesto spazi di esposizione di almeno 500-600 metri quadrati per ogni enseña, creando ulteriore complessità per chi gestisce più marche sotto lo stesso tetto.
Un ritorno al sistema tradizionale
La decisione di Stellantis ha messo in luce le difficoltà di un modello che, sebbene promettente, non ha trovato il consenso necessario. La reorganizzazione della rete nel 2021, che aveva previsto il taglio di circa il 40% delle concesioni, ha lasciato un’indebolimento di fiducia tra i distributori. Questo, unito a anni di incertezza e a una mancanza di garanzie, ha portato a un ritiro graduale, con alcuni marchi che hanno optato per un approccio più conservativo. La domanda che ora si pone è se, dopo il fallimento di Stellantis e l’indietro di Mercedes, qualcuna delle marche premium riuscirà a mantenere il modello di agenzia oltre il piano di progettazione.
Il mercato automobilistico spagnolo, noto per la sua complessità e la sua forte competizione, ha dimostrato di non essere pronto a un cambiamento così radicale. Il modello tradizionale, che premia il venditore con margini di profitto, ha continuato a essere preferito, anche se con alcune modifiche. La svolta di Stellantis e l’abbandono del progetto di agenzia segnano un momento di riflessione per il settore, con un futuro che potrebbe vedere un ritorno a soluzioni più equilibrate e pragmatiche.
- Stellantis abbandona il modello di agenzia dopo anni di resistenze.
- Il modello prevedeva prezzi fissi e controllo diretto del produttore.
- La rete distributiva ha preferito il sistema tradizionale con alcune eccezioni.
- La decisione ha messo in luce le sfide del cambiamento radicale nel settore.
La rete distributiva ha preferito il sistema tradizionale con alcune eccezioni.
La decisione ha messo in luce le sfide del cambiamento radicale nel settore.
