
La spia del filtro antiparticolato (FAP o DPF) si accende quando il sistema di abbattimento del particolato non riesce più ad autopulirsi. Questo fenomeno, spesso legato all’uso urbano e alla mancanza di temperature sufficienti per la rigenerazione termica, può portare il motore in modalità “protezione”, riducendo la potenza e aumentando i rischi di danni. Per risolvere il problema, esistono diverse soluzioni: sostituzione con un filtro nuovo, rigenerazione con prodotti specifici o eliminazione del dispositivo, quest’ultima però vietata per legge. La rigenerazione, in particolare, rappresenta una soluzione economica e sostenibile, con un risparmio fino al 70% rispetto al ricambio originale.
Le cause dell’intasamento del FAP e come prevenire i danni
Le principali cause dell’intasamento del filtro antiparticolato sono legate all’uso del veicolo in contesti urbani, dove le temperature dello scarico non raggiungono i livelli necessari per la rigenerazione automatica. Inoltre, l’accumulo di ceneri derivanti dall’olio e dagli additivi chimici, nonché guasti meccanici come iniettori usurati o valvole EGR bloccate, accelerano il processo di occlusione. Per prevenire i danni, è consigliabile utilizzare lubrificanti a basso contenuto di ceneri solfatate (Low-SAPS) e rispettare i cicli di rigenerazione, evitando di spegnere il motore durante i processi di pulizia. Inoltre, è importante anticipare i tagliandi, soprattutto in caso di utilizzo prevalentemente urbano, sostituendo l’olio ogni 10.000–12.000 km. La manutenzione preventiva è essenziale per evitare danni gravi al motore e garantire l’efficienza del sistema antinquinamento.
La rigenerazione del FAP: come funziona e i vantaggi
La rigenerazione del filtro antiparticolato può essere effettuata con prodotti specifici come il kit Cleanfap, che include un pompa a pressione, liquidi concentrati e un additivo acceleratore. Il processo, eseguito a motore caldo, permette di pulire la matrice ceramica senza smontare il filtro. La prima fase utilizza il Cleanfap 1 per sciogliere il particolato, mentre la seconda fase, con il Cleanfap 2, risciacqua i residui. L’additivo Regenerfap, invece, agisce in modo preventivo, detergendo il filtro durante la marcia e riducendo la fumosità. La rigenerazione su banco è una soluzione professionale che garantisce un’efficienza del 95-98% del nuovo.
La rigenerazione professionale su banco è una soluzione efficace per i veicoli che superano i 100.000 km, quando l’accumulo di ceneri rende inefficaci le rigenerazioni automatiche. Il costo di questa soluzione varia tra 300 e 500 euro, con un risparmio netto superiore al 60% rispetto alla sostituzione con un filtro nuovo. Inoltre, il processo include un collaudo per misurare la contropressione residua, garantendo un funzionamento ottimale del motore. La manutenzione a 100.000 km è fondamentale per preservare l’efficienza del sistema antiparticolato.
La sostituzione del filtro antiparticolato con un componente nuovo originale è un’altra opzione, con un costo che varia tra 1.200 e 2.500 euro a seconda del modello. Tuttavia, l’eliminazione del FAP, pur considerata da alcuni utenti come soluzione, è vietata per legge e comporta gravi conseguenze ambientali. L’eliminazione fisica e elettronica del dispositivo, tramite tubo dritto o rimappatura ECU, è un reato penale e porta al sequestro della carta di circolazione. Pertanto, la rigenerazione o la sostituzione rappresentano le soluzioni più sicure e legali per mantenere il veicolo in conformità con le normative ambientali.
