
Le moto endotermiche non sono a rischio nel breve periodo, almeno per il momento. Il bando dei motori termici al 2035 riguarda esclusivamente le auto e i veicoli commerciali, lasciando la categoria L, tra cui le moto, fuori dal campo di applicazione. Tuttavia, alcuni costruttori, come Suzuki, stanno già preparando soluzioni per il futuro, puntando su tecnologie alternative per ridurre l’impatto ambientale senza abbandonare i motori a combustione interna.
Flex-fuel: una via di mezzo tra elettrico e tradizionale
Suzuki ha lanciato la Gixxer SF250 FFV, una moto progettata per funzionare con una vasta gamma di carburanti, tra cui la miscela E85, composta al 85% da etanolo. Questa tecnologia, detta flex-fuel, permette al motore di adattarsi in tempo reale alla composizione del carburante, grazie a un sistema di mappatura intelligente che utilizza la sonda Lambda (sensore O2) nello scarico per monitorare la combustione e regolare l’iniezione. Questo sistema consente di massimizzare l’efficienza e ridurre le emissioni.
Un motore progettato per l’efficienza e la sostenibilità
La Gixxer SF250 FFV è una monocilindrica da 250 cc, raffreddata a olio, progettata per funzionare sia con benzina tradizionale che con miscele ad alto tasso di alcol. Gli ingegneri di Suzuki hanno dovuto riprogettare la componentistica dell’alimentazione per garantire la resistenza al corrosione dell’etanolo e migliorare l’efficienza del sistema. La miscela E85 permette un incremento di potenza di circa tre quarti di cavallo rispetto a E20. Un problema comune dell’etanolo è la sua scarsa volatilità alle basse temperature, che rende difficoltosa la partenza in inverno. Per risolvere questa limitazione, Suzuki ha introdotto un sistema di comunicazione tra moto e pilota, che utilizza la connessione dello smartphone con la strumentazione digitale per suggerire al motociclista di aggiungere benzina tradizionale in caso di temperature estreme e percentuale di etanolo superiore al 50%. Questa soluzione permette di mantenere l’efficienza senza compromettere l’avviamento.
La via multi-pathway: elettrico e tradizionale insieme
La transizione ecologica per le moto non può dipendere esclusivamente dall’elettrico, a causa dei limiti di autonomia e peso delle batterie. Per questo motivo, diversi costruttori, tra cui Suzuki, stanno sviluppando soluzioni ibride, che combinano l’elettrico per la città con l’ottimizzazione dei motori tradizionali alimentati da e-fuel, biocarburanti e gas. Questo approccio multi-pathway rappresenta la risposta più pragmatica per un futuro sostenibile. In Italia, tuttavia, la rete di distribuzione dell’E85 è ancora limitata, rendendo difficile l’adozione di modelli come la Gixxer SF250 FFV. Mentre in Paesi come il Brasile e la Francia la miscela E85 è disponibile in numerose stazioni e costa meno della benzina tradizionale, in Italia il problema rimane principalmente infrastrutturale. Finché la rete non sarà capillare e economicamente vantaggiosa, i costruttori non investiranno in modelli a base di etanolo.
