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Il cambio manuale si sta rendendo sempre più raro nelle automobili, ma per Aston Martin il problema non è solo tecnico, ma anche economico e legato all’integrazione con i sistemi ADAS. Il CEO Adrian Hallmark ha spiegato in un’intervista che l’assenza del cambio manuale non dipende da una mancanza di domanda o da un problema meccanico, ma da una serie di sfide legate all’elettronica. Questo fenomeno, che riguarda sempre più marchi, ha un impatto significativo anche per un’azienda come Aston Martin, che ha scelto di non offrire più un cambio manuale su gran parte delle sue auto. Il motivo non è legato a una scelta di mercato, ma a una serie di limitazioni tecniche e economiche.
Un problema elettronico, non solo meccanico
Secondo Hallmark, il vero ostacolo nel mantenere il cambio manuale non è progettare o produrlo, ma farlo interagire correttamente con l’architettura elettronica e i sistemi di sicurezza dell’auto. Gli ADAS, come il cruise control adattivo o la frenata d’emergenza, richiedono un controllo preciso della velocità e della reazione del veicolo, che non è compatibile con un cambio manuale. «Se hai gli ADAS, dato che l’auto ha tutti i sistemi di sicurezza di una vettura di serie, se ci metti un manuale non potresti avere il controllo adattivo della velocità e l’intervento anti-collisione», ha spiegato il CEO.
La questione non è solo tecnica, ma anche commerciale. Hallmark ha ammesso che il costo di sviluppare un sistema elettronico compatibile con un cambio manuale è elevato, e il ritorno economico non giustifica l’investimento. «Quando guardi quante auto devi vendere, e a quale sovrapprezzo, per ripagare il costo del cambio e dell’elettronica, il conto è marginale», ha detto. Inoltre, il numero di clienti disposti a comprare un’auto con cambio manuale si riduce man mano che si sale nella fascia di prezzo, anche se online ci sono richieste forti per il ritorno di questa soluzione.
Una soluzione alternativa, ma non ancora adottata
Una soluzione alternativa, suggerita da Hallmark, è quella di simulare la sensazione del cambio manuale attraverso un sistema automatizzato, come ha fatto la Ferrari con la 12Cilindri Manuale. Questa via, però, non è ancora adottata da Aston Martin, che rimane in attesa di un futuro possibile ritorno del cambio manuale, ma solo nella fascia più esclusiva della gamma. «Hallmark non chiude comunque la porta a un futuro ritorno del cambio manuale vero e proprio, ma lo colloca esplicitamente nella fascia più esclusiva della gamma», ha detto il CEO.
Il problema, quindi, non è progettare o acquistare un cambio manuale, ma farlo dialogare correttamente con l’architettura elettronica e i sistemi di sicurezza dell’auto. Togliere gli ADAS non è un’opzione percorribile, quindi la casa dovrebbe sviluppare un sistema compatibile sia con il manuale sia con i requisiti di sicurezza attivi. Un lavoro che, secondo Hallmark, costerebbe più della progettazione di un cambio manuale ex novo.
Il cambio manuale, pur essendo sempre più raro, continua a dire qualcosa su chi lo compra e chi no. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita, ma anche di chi lo sceglie per motivi di comfort, tradizione o semplice preferenza personale. Il fatto che il cambio manuale sia sempre più raro non significa che non abbia ancora un ruolo significativo nel mercato, ma che il contesto tecnologico e economico lo rende sempre più difficile da mantenere.
