SoloMotoriStorie in movimento
News

Noleggio flessibile per auto elettriche: il costo è il doppio, ma offre libertà e prova senza acquisto

Noleggio flessibile per auto elettriche: il costo è il doppio, ma offre libertà e prova senza acquisto

Un uomo prova un'auto elettrica in un parcheggio, con un contratto di noleggio flessibile
Un uomo prova un’auto elettrica in un parcheggio, con un contratto di noleggio flessibile

Provare un’auto elettrica per qualche mese senza comprarla si può, ma il canone flessibile costa il doppio rispetto al noleggio a lungo termine. Chi noleggia non è intestatario dell’auto, quindi gli incentivi non arrivano direttamente: è la società di noleggio a prenotare il contributo e a girarlo sotto forma di canone ridotto, quando la misura lo prevede. Due voci falsano il confronto tra preventivi: l’IVA esposta o meno nel canone e la soglia chilometrica inclusa. Un canone basso con pochi chilometri può risultare più caro di uno alto con soglia ampia. Il canone copre assicurazione, manutenzione e assistenza, mentre restano a carico di chi guida ricarica, pedaggi e multe.

Il noleggio flessibile: libertà e prova senza impegno

Le formule di noleggio flessibile, dal medio termine di uno o due anni all’abbonamento mensile, permettono di usare un’auto elettrica senza acquistarla, con assicurazione e manutenzione nel canone. La libertà di uscire quando si vuole si paga: a parità di modello il costo può essere il doppio del lungo termine. La differenza rispetto al noleggio a lungo termine per privati sta tutta lì: quest’ultimo dura dai due ai quattro anni, chiede spesso un anticipo e prevede penali per l’uscita anticipata, ma in cambio offre canoni molto più bassi.

La flessibilità ha un prezzo, e non è basso. Il vantaggio principale è poter rispondere sul campo alle domande che frenano chi valuta il passaggio all’elettrico. L’autonomia reale basta per come mi muovo davvero? Riesco a organizzare le ricariche senza stress? I costi di utilizzo sono davvero inferiori a quelli di un’auto termica? Sono risposte che nessuna scheda tecnica può dare, perché dipendono dalle abitudini di ciascuno: dove si parcheggia la notte, quanti chilometri si percorrono, se si hanno lunghi viaggi autostradali frequenti. Un periodo di prova di qualche mese permette di verificarle senza esporsi alla svalutazione di un mezzo che si è comprato e che si scopre inadatto.

Quando conviene e quando no: il costo e le condizioni

Il noleggio flessibile non conviene a chi ha come priorità il risparmio, a chi ha già deciso in modo consapevole di passare all’elettrico, e a chi percorre molti chilometri: i contratti flessibili includono soglie chilometriche mensili, e superarle fa scattare costi aggiuntivi per ogni chilometro eccedente. Va considerato anche il periodo minimo, che raramente scende sotto i pochi mesi. Le cifre variano molto per modello, durata e chilometraggio, ma l’ordine di grandezza è chiaro. Per un’utilitaria, le formule a medio termine e in abbonamento partono in genere da qualche centinaio di euro al mese e salgono rapidamente per i segmenti superiori, con elettriche e plug-in che si collocano nella parte alta della forbice.

Il confronto con il lungo termine è impietoso. Nel noleggio a lungo termine di un’auto elettrica una citycar può stare intorno ai 250-300 euro al mese su contratti da 36 o 48 mesi, con offerte promozionali anche sotto i 200 euro, mentre la stessa vettura in formula flessibile può costare il doppio o più. Attenzione a due voci che possono falsare il paragone tra preventivi. La prima è l’IVA: alcune offerte espongono il canone al netto, il che le fa sembrare più convenienti del 22%. La seconda sono i chilometri inclusi: un canone più basso con una soglia stretta può risultare più caro di uno più alto con soglia ampia, una volta contati i chilometri eccedenti.

Chi percorre poco può valutare anche le formule che fanno pagare solo i chilometri percorsi. Come funzionano gli incentivi con il noleggio? È il punto meno intuitivo. Chi acquista un’auto elettrica beneficia direttamente dell’eventuale contributo pubblico, perché è l’intestatario del mezzo. Chi noleggia no: l’intestataria è la società di noleggio, che deve prenotare il contributo e trasferirlo all’utilizzatore sotto forma di canone ridotto. Ne discendono due accorgimenti pratici. Il primo è verificare, misura per misura, se il noleggio rientri tra le forme ammesse e con quali requisiti, perché non tutti i bandi lo prevedono e alcuni fissano una durata minima del contratto. Il secondo è chiedere esplicitamente al noleggiatore se l’incentivo sia già stato considerato nel canone proposto: spesso il beneficio viene assorbito nella costruzione dell’offerta e non compare come sconto separato.