
Acquistare un’auto usata con un chilometraggio basso potrebbe sembrare una scelta prudente e accurata, ma il contachilometri non dice tutta la verità. L’analisi di Carvago, basata su decine di migliaia di verifiche effettuate tra il 2023 e il 2026 in diversi Paesi europei, mette in discussione una convinzione molto diffusa: pochi chilometri non equivalgono automaticamente a un acquisto più sicuro. In alcuni casi, una vettura giovane e con più strada sulle spalle può rappresentare un rischio inferiore rispetto a un esemplare datato ma con la metà dei chilometri sul “groppone”.
Età e storia pesano più dei chilometri
Il confronto più eloquente riguarda due gruppi di vetture. Tra le auto di circa tre anni con 120.000 km, il 21,1% non ha superato la verifica. Per quelle di circa sei anni con appena 60.000 km, la quota sale invece al 33,8%. In parole povere, nonostante il chilometraggio dimezzato, il rischio riscontrato sull’auto più vecchia è circa 1,6 volte superiore. Il quadro muta se si isolano esclusivamente guasti e danni rilevati durante l’ispezione fisica. In questo caso le percentuali diventano molto simili: 9,1% per le auto giovani e molto chilometrate contro 9,9% per quelle più anziane e poco utilizzate.
Un anno di età ha un impatto simile a circa 29.000 km di utilizzo. Antonio Gentile, Country Manager Carvago Italia, spiega che, considerando soltanto le condizioni del veicolo, il modello statistico attribuisce a un anno di età un effetto equivalente a circa 29.000 km. Il vero problema può nascondersi nella storia. CarAudit controlla VIN, documentazione, banche dati, annuncio e informazioni del venditore: attraverso questi passaggi vengono individuati mediamente circa sette casi problematici su dieci prima dell’ispezione sul posto.
Attenzione alle auto vecchie con pochissimi chilometri
Un dato sorprendente riguarda le vetture tra cinque e sei anni. Quelle con non più di 40.000 km sono state scartate nel 37,1% dei casi, contro il 30,6% degli esemplari della stessa età con 80.000-120.000 km. Dietro l’anomalia pesa anche la provenienza. Quasi un terzo delle auto scartate sotto 40.000 km risultava importato dagli Stati Uniti. Carvago segnala casi di vetture incidentate, anche gravemente, riparate e successivamente vendute in Europa con percorrenze allettanti, oltre a veicoli dichiarati perdita totale negli USA dopo un allagamento.
La storia del veicolo può influenzare significativamente la sua condizione. Tra le auto con almeno otto anni e meno di 60.000 km, addirittura il 40,5% non ha superato la verifica. Il messaggio, quindi, non è ignorare il chilometraggio. È evitare di trasformarlo nell’unico parametro. Un’auto giovane con molti chilometri può provenire, per esempio, da lunghi percorsi autostradali o da una flotta aziendale con storia documentabile. Prima dell’acquisto diventano quindi decisivi condizioni tecniche, provenienza, manutenzione e coerenza della documentazione.
