
Il price-cap introdotto da Eni e Ip ha generato una corsa alla pompa, ma l’effetto sul mercato dei carburanti rimane limitato. Dopo l’attivazione del tetto di prezzo, il gasolio è sceso di 3,9 centesimi, pari a 1,95 € per un pieno di 50 litri, ma in molte regioni la flessione è inferiore a un centesimo. La benzina, invece, ha visto un calo di 0,04 € su autostrade e 0,007 € su strade normali. Nonostante l’attenzione mediatica, i dati del Ministero delle Imprese indicano un impatto quasi nullo sulla media nazionale.
Effetti del price-cap su Eni e Ip
Eni e Ip, controllata dal gruppo azero Socar, hanno iniziato a adeguare i prezzi in centinaia di impianti, coprendo il 17,3 % della rete stradale e il 21,6 % di quella autostradale. Insieme, le due aziende rappresentano più del 40 % delle pompe italiane con un tetto sui prezzi. Il gestore di una pompa a Napoli ha segnalato un afflusso record, con oltre 2.000 litri erogati in tre ore e mezza, accompagnati da code e cartelli “esaurito”. L’effetto si è concentrato soprattutto nelle aree urbane, dove la corsa al distributore ha creato situazioni di sovrafflusso. Le associazioni di categoria hanno espresso giudizi contrastanti, con l’Unione Nazionale Consumatori che ha sottolineato l’assenza di un “effetto traino” significativo. Assopetroli-Assoenergia ha chiesto l’estensione del limite anche alle vendite all’ingrosso, temendo un squilibrio competitivo con i distributori indipendenti, che costituiscono più di un terzo della rete.
Reazioni sul territorio e tensioni
Le code si sono formate non solo nelle zone centrali, ma anche in periferia, mentre l’associazione dei trasportatori siciliani ha indetto uno sciopero di cinque giorni a partire dal 16 ottobre, lamentando l’assenza di interventi governativi sul costo del gasolio. Il coordinatore Salvatore Bella ha dichiarato che, finché non arriveranno risposte concrete, i camion resteranno fermi nei piazzali. Il governo sta sondando la disponibilità di Q8, controllato dal gruppo kuwaitiano, a adottare lo stesso regime di prezzo. Fonti vicine al dossier affermano che “dal Kuwait arrivano segnali positivi”, il che potrebbe far superare il 60 % della rete nazionale. Tuttavia, per le famiglie il risparmio teorico può arrivare a circa 80 € al mese per chi possiede due auto, ma è strettamente legato all’applicazione effettiva dei limiti e alla durata della misura.
Gli esperti avvertono che, senza un intervento strutturale sulle accise, il beneficio rimane marginale per i professionisti del trasporto. Resta da vedere se l’estensione a Q8 e a ulteriori operatori genererà un vero effetto traino sul mercato. Per ora, il price-cap sembra aver avviato una reazione immediata, ma non ha ancora modificato in modo significativo la situazione complessiva del settore.
