
Gilles Vidal, direttore del design delle marques europee di Stellantis, ha spiegato durante l’evento Mondial de l’Auto 2026 come il design delle automobili dovrà evolversi, mantenendo un equilibrio tra innovazione e tradizione. Il focus è su modelli che non solo rispettano l’identità storica, ma si adattano alle esigenze del presente, soprattutto in un contesto di transizione verso la mobilità elettrica. La futura Citroën 2CV, ad esempio, rappresenta un esempio di come un modello storico possa essere reinterpretato in modo moderno, senza perdere la sua essenza.
Un equilibrio tra passato e futuro
Il design delle automobili di Stellantis si orienta verso una visione che non si limita a riprodurre modelli del passato, ma li riconcilia con le esigenze attuali. Gilles Vidal ha sottolineato che il lavoro svolto con la Citroën 2CV è un esempio di come un modello storico possa essere rielaborato in modo innovativo, mantenendo la sua identità. «Faire revivre un modèle doit avoir du sens», ha detto Vidal, sottolineando che l’obiettivo non è semplicemente ripetere un design, ma trovare un linguaggio che sia coerente con le nuove tecnologie e le aspettative dei consumatori.
Un altro aspetto chiave è la modularità e la capacità di adattare i design a nuove esigenze. «Il sistema che permette di fare evolvere la parte arrière del veicolo, in passando d’une configuration à une autre, me paraît particulièrement intéressant», ha spiegato Vidal. Questo approccio si applica anche a modelli come l’Opel STX Concept, che esplora nuove possibilità per i futuri breaks elettrici.
Un design più semplice, ma non meno riconoscibile
La strategia di Stellantis si basa su un approccio chiamato «design intelligence», che mira a semplificare la progettazione senza compromettere l’identità delle marche. Questo significa ridurre il numero di componenti, ma aumentare l’efficacia e l’esperienza d’uso. «L’idea è di creare un design che sia più leggero, ma non meno distintivo», ha spiegato Vidal. L’approccio si applica anche al design delle nuove versioni di DS, dove si cerca di mantenere l’identità della marca, ma con una forma più moderna e accessibile.
Un esempio concreto è il concetto DS Fever, che esplora un design più minimalista, ma che non rinuncia alla personalità. «L’obiettivo è di concentrare le risorse dove contano di più, sia per la produzione che per l’esperienza a bordo», ha aggiunto Vidal. Questo approccio si estende anche ai nuovi modelli di Peugeot, come il Peugeot E-T16 e il RCZ Vision, che esplorano un linguaggio «Feline Future» che unisce sportività e tecnologia. L’obiettivo è creare un design che sia coerente con l’identità della marca, ma che si adatti alle nuove esigenze del mercato.
Il design dell’abitacolo è un altro ambito in cui Stellantis sta investendo. Il concetto Alfa Romeo Cuorerosso, ad esempio, privilegia un’interfaccia semplice, con un numero limitato di schermi e un accesso diretto alle funzioni essenziali. Non si tratta di opporre schermi e comandi fisici, ma di trovare un equilibrio che migliori l’esperienza di guida. Questo approccio si estende anche al concetto Fiat Multiplay, che esplora nuove possibilità di interazione tra il conducente e la vettura, come il steer-by-wire e il brake-by-wire. Queste tecnologie non solo permettono di ridurre la complessità dell’abitacolo, ma anche di migliorare la sicurezza e il comfort. L’obiettivo è creare un ambiente a bordo che sia più intuitivo, ma che non perda la sua personalità. Il design di Stellantis, quindi, non si limita a estetica, ma si concentra su un’esperienza completa, in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori in un mondo sempre più digitale e elettrico.
