
La stagione 2026 della Formula 1 ha visto una serie di errori tecnici e decisioni critiche che hanno messo in discussione la professionalità e l’efficienza del settore. Dalla gestione dell’Overtake Mode a Monaco, al problema del software in condizioni di pioggia a Sepang, fino alla Virtual Safety Car che ha penalizzato Lando Norris a Madring, i problemi si sono accumulati. La FIA e la FOM, enti responsabili della gestione tecnica e della regolamentazione, non sono state esenti da critiche. L’errore nella misurazione della pit lane a Monaco ha portato a sanzioni e contestazioni, con un impatto diretto sulle classifiche. La complessità crescente del motorsport, unita a una crescente pressione commerciale, ha reso necessario un controllo più attento e una risposta più rapida alle critiche.
Errore tecnico e responsabilità
Uno degli episodi più critici è stato l’errore nell’attivazione dell’Overtake Mode dopo una bandiera rossa a Monaco. Il sistema, che permette un maggiore dispiegamento di energia elettrica, è stato dimenticato e successivamente riattivato in modo improvvisato. Questo ha creato condizioni diverse tra i piloti, con conseguenze significative per la competizione. La FIA ha ammesso l’errore umano e il suo impatto sulle prestazioni delle monoposto. In una categoria che misura ogni millesimo di secondo, ventisette secondi di improvvisazione sono un’eternità. La FOM, invece, ha registrato alcuni tempi sul giro in modo non tempestivo, aggiungendo ulteriore confusione.
La FIA ha riconosciuto l’errore, ma la soluzione è arrivata troppo tardi. Inoltre, durante le qualifiche a Singapore, il software è andato in tilt sotto la pioggia, causando un problema di potenza a bassa velocità sul bagnato. Diverse monoposto hanno perso prestazioni, un effetto legato alla gestione dell’energia. La FIA ha spiegato che il software era stato verificato in simulazione e in prove libere, ma la combinazione di bassi regimi e limiti di potenza ha prodotto un effetto inatteso.
Problemi di software e condizioni climatiche
A Madring, la Virtual Safety Car è entrata in scena proprio dopo che Lando Norris aveva superato l’ingresso della pit lane. Kimi Antonelli e Max Verstappen ne hanno approfittato per fermarsi; Norris ha perso la finestra favorevole e, dopo una sosta lenta, è scivolato indietro. La FIA ha chiarito che la VSC è stata attivata per un’emergenza, ma la conseguenza è stata un danno per Norris. La beffa per Norris resta, e la situazione ha suscitato dibattito tra i tifosi e i tecnici. La decisione di attivare la VSC non è stata necessariamente da parte della Direzione Gara. Tuttavia, la penalizzazione di un pilota in posizione di vantaggio ha suscitato critiche. La complessità crescente del motorsport ha reso necessario un controllo più attento e una risposta più rapida alle critiche. La FIA e la FOM devono chiarire chi deve rispondere degli errori e come evitare il bis.
Il GP di Monaco ha trasformato il cronometraggio in un giallo. La misurazione della pit lane era errata, con una distanza impostata di 77 centimetri in più rispetto a quella rilevata successivamente. La FIA e la FOM hanno dovuto ammettere l’errore, e i steward hanno restituito il podio a Pierre Gasly. La situazione è ulteriormente complicata da un ricorso di McLaren e Red Bull, che ha portato alla Corte d’Appello Internazionale della FIA a fissare la classifica definitiva solo a inizio settembre, tre mesi dopo il GP.
Non proprio il modo più rapido per stabilire chi è arrivato davanti a chi. La domanda che si pone ora è chi deve rispondere degli errori: FIA, FOM, Direzione Gara o il Cronometrista Ufficiale? Non sono sinonimi e non hanno tutti le stesse responsabilità. Ma quando i sistemi tecnici, le procedure e le decisioni sportive si inceppano a ripetizione, qualcuno deve spiegare che cosa non ha funzionato e come evitare il bis.
