
Ferrari ha brevettato un sistema innovativo per il raffreddamento del turbo, che prevede di raffreddare l’aria prima che venga compressa dal turbocompressore. La tecnologia, basata su celle di Peltier, potrebbe migliorare le prestazioni dei motori sovralimentati e ridurre l’ingombro dei tradizionali intercooler. Il brevetto, pubblicato il 19 ottobre 2026, non indica però un modello specifico né dati sperimentali sulle prestazioni ottenibili. La soluzione, se applicata, potrebbe permettere una maggiore libertà nella disposizione degli organi meccanici e un contenimento del peso, soprattutto per le sportive ad alte prestazioni.
Un’idea insolita per migliorare il rendimento dei motori
Il brevetto proposto da Ferrari si basa su un principio termoelettrico: le celle di Peltier, dispositivi elettrici in grado di trasferire calore da una superficie all’altra, potrebbero essere utilizzate per raffreddare l’aria prima che venga compressa dal turbocompressore. Questo approccio potrebbe migliorare le condizioni di funzionamento del motore, riducendo la temperatura dell’alloggiamento e dell’aria in ingresso. L’obiettivo è ottenere una maggiore densità dell’aria, con una maggiore quantità di ossigeno nello stesso volume, favorendo così la potenza del motore. Il sistema potrebbe ridurre l’ingombro dei tradizionali intercooler e migliorare l’efficienza. La tecnologia non è nuova in assoluto: dispositivi analoghi vengono già utilizzati nei frigoriferi portatili e in alcune applicazioni elettroniche. L’elemento innovativo riguarda il loro possibile impiego nella gestione termica di un turbocompressore automobilistico. Per una Ferrari, questo significherebbe maggiore libertà nella disposizione degli organi meccanici e un possibile contenimento del peso.
Le sfide tecniche e il consumo energetico
Sebbene la tecnologia non sia nuova, il suo utilizzo in contesti automobilistici presenta sfide significative. Le celle di Peltier richiedono energia elettrica per funzionare, e la loro efficienza diminuisce quando devono trasferire grandi quantità di calore, soprattutto in presenza di elevate differenze di temperatura. Il sistema dovrebbe garantire benefici superiori all’energia necessaria per alimentarlo, altrimenti il miglioramento termico potrebbe essere compensato da un aumento dei consumi.
Il bilancio energetico rappresenta un ostacolo significativo per l’applicazione pratica. Inoltre, le alette metalliche progettate per dissipare il calore dovranno smaltire non solo il calore sottratto all’aspirazione, ma anche quello generato dal funzionamento delle celle stesse. In un vano motore già sottoposto a temperature elevate, questa operazione potrebbe richiedere superfici di raffreddamento importanti, riducendo il vantaggio in termini di ingombri. Il brevetto non specifica quale modello potrebbe adottare la tecnologia e non fornisce dati sperimentali sui vantaggi ottenibili. Per il momento siamo quindi davanti a un progetto brevettato, non a un dispositivo annunciato per la produzione. La sua applicazione dipenderà dalla capacità degli ingegneri di trasformare un principio fisico conosciuto in un vantaggio concreto per prestazioni, efficienza e affidabilità.
