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Carburanti, alla fine arriva la tragedia: il prezzo sfiora i 5€

Fino a poco tempo fa, optare per un motore a metano era la scelta migliore per chiunque volesse risparmiare sugli spostamenti. L’aumento generalizzato dei prezzi ha però colpito, in modo piuttosto consistente, anche questo carburante: ad oggi non è raro trovare distributori dove il metano abbia raggiunto anche i cinque euro al chilo.

Fino all’estate passata, il metano si attestava intorno all’euro al chilo, dimostrandosi quindi una validissima alternativa alla benzina ed al diesel.

Essendo però un gas, anche questo carburante è stato colpito dall’aumento generalizzato dei prezzi, dovuto all’inflazione ed alle tensioni geopolitiche che stanno attraversando il continente. Il risultato è che, dove prima costava un euro circa al chilo, adesso si arriva, nei casi limite a sfiorare anche i cinque.

I prezzi di benzina e diesel in calo ma aumenta il metano

Non stupisce, quindi, che diversi automobilisti abbiano deciso di ritornare all’alimentazione a benzina, non essendo più conveniente optare per un carburante che, fino a pochi anni fa, si presentava come l’alternativa contemporaneamente più ecologica ed economica, in grado di far recuperare velocemente l’investimento iniziale.

Ad oggi, i prezzi del metano non attirano più, e se alcuni possono ancora utilizzarlo per cercare di rientrare delle spese, sarà molto raro che qualcuno opti in questi giorni per un motore alimentato con questo carburante.

La caccia al distributore più economico

Il prezzo del metano dipende anche dagli accordi che i distributori hanno con i fornitori. I fornitori che hanno pattuito prezzi fissi, o comunque meno legati alle fluttuazioni di mercato, possono ancora oggi fornire metano a prezzi ragionevoli, anche se comunque almeno raddoppiati rispetto all’anno scorso. Ormai è impossibile pensare di trovare metano sotto i due euro al chilo, in alcuni punti si sfiorano addirittura i 5€.

Questo fenomeno ha portato anche ad un altro problema, non indifferente. Dove i prezzi sono ancora convenienti, si creano file lunghissime, punto di ritrovo di tutti gli autisti che hanno deciso di perseverare nell’utilizzo del metano.

Viceversa, sono diversi i distributori che non vedono clienti per giorni, a volte anche per settimane. Diversi di questi hanno anche dichiarato di aver chiuso bottega, non essendo più conveniente restare aperti con questi prezzi, dal momento che, tanto, gli automobilisti preferiscono rivolgersi ad altri, o ritornare alla benzina.

Questa crisi dei prezzi ha colpito anche il trasposto pubblico. In Veneto, per esempio, sono stati messi a riposo diversi autobus pubblici alimentati a metano, proprio perché le continue crescite del prezzo rendono questo carburante assolutamente non conveniente per le amministrazioni che, nell’impossibilità di alzare all’infinito i prezzi dei biglietti, han preferito optare per il rimettere in strada autobus a Gpl dove possibile.