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Gruppo Volkswagen, alla fine è successo: arriva la separazione

Avvenuta una separazione annunciata già mesi prima, all’interno del gruppo Volkswagen, non un magheggio fiscale, ma un’operazione che ha lo scopo d’ottimizzare le prestazioni di tutto il gruppo. Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta. 

Era stato già annunciato a febbraio, che il gruppo Volkswagen avrebbe quotato a parte il brand Porsche. Tale operazione, come anticipato, non è volta ad un gioco societario di scatole cinesi per andare incontro a dei “giochi” tali da incidere sulla parte fiscale, bensì è un’ottimizzazione, in quanto si vuole quotare a parte uno storico brand che si distingue nel settore delle auto sportive.

ID Life, uno dei nuovi modelli di auto elettriche lanciate dal marchio Volkswagen.

Porsche rimarrà quindi come azienda controllata dal gruppo, ma quotata a parte sui mercati. L’operazione ha il chiaro obiettivo di far trarre vantaggio all’intero gruppo Volkswagen.

Porsche è un marchio peculiare, appunto, con specificità in auto sportive, e, nel momento in cui si è visto inserito, congiuntamente alle proprie quotazioni, in un gruppo generalista, seppur di valore, ne ha risentito a livello di quotazioni medesime. Da quel momento, l’apporto sulla quotazione totale del gruppo è paragonabile a quello dato da un’azienda generalista. Che poi, più che gruppo generalista, Volkswagen ha una netta prevalenza di marchi generalisti, ma tra cui c’è, oltre a Porsche, anche Lamborghini, altro top di settore per le auto sportive.

Insieme a, naturalmente, il marchio Volkswagen, e i due marchi sportivi citati, ne fanno parte, inoltre: Audi, Bentley, Seat, Skoda e altre attività diverse.

 

I numeri del gruppo

Lo stemma di Porsche auto.

Al fine di comprendere meglio l’operazione e la sua finalità, in termini di numeri, partiamo dal fatturato e dalla corrispondente quotazione del gruppo. Il gruppo fattura 250 miliardi di euro l’anno, e vale circa 86 miliardi di quotazione in Borsa.

In base alla decisione, il gruppo venderà sul mercato, attraverso l’Ipo (Initial public offering), il 12,5% delle azioni Porsche, operazione stimata del valore di 10 miliardi. E’ quanto il gruppo si aspetta di ottenere. Il 12,5% è esattamente un ottavo del totale. Ne consegue che, dalle stime attuali, il solo marchio Porsche otterrebbe una quotazione di 80 miliardi di euro. Detto ciò, il valore, per il resto del gruppo sarebbe, “solamente” di 6 miliardi.

Per offrire una comparazione in tema, il gruppo Stellantis è quotato 42, mentre il gruppo Bmw 48,4. Se ne può desumere come, nel complesso, la Casa abbia perso parecchio non facendo valere il singolo marchio, e analogo ragionamento si potrebbe fare a proposito di altri marchi come Bentley e Lamborghini.

Ci si aspetta, infatti, che, una volta lanciata la quotazione autonoma in borsa di Porsche, la quotazione di Volskwagen non dovrebbe risentirne di molto. Alcuni analisti azzardano che non ne risentirà affatto. Quel che è sicuro è che, con l’operazione suddetta, di valorizzazione del singolo marchio, l’intero gruppo vedrà una nuova quotazione, quasi raddoppiata.