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Parcheggia gratuito ovunque, un modo (illegale) c’è: è infallibile e non ti multerà nessuno

La multa per divieto di sosta è sempre in agguato e una vera chimera per gli automobilisti, ma ci sono delle aree franche che possono essere sfruttate per “salvarsi”. Parliamo delle aree di carico/scarico merci.

Sono presenti in tutti i centri abitati, specialmente nei pressi delle attività commerciali, sono le aree di carico/scarico merci, che come dice la stessa parola sono delle zone in cui è possibile sostare per effettuare le fisiologiche operazioni che consentono ai centri commerciali di rifornirsi di merce o di caricarle per spedirle altrove. Si tratta però di un’operazione per niente disciplinata a livello comunale, e totalmente a carico del Codice della Strada, precisamente con l’articolo 7 comma 1 lettera g.

Carico-scarico merci

Il CdS recita: “i Comuni possono riservare spazi e dare prescrizioni sugli orari da rispettare ai veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di cose, questo, mediante una ordinanza del sindaco o di chi ne fa le veci” (in genere il Comandante della Polizia Municipale).

In sostanza si tratta di un terreno grigio che è poco regolamentato e come spesso accade in queste occasioni, viene sfruttato per eventuali abusi sia in fase di sfruttamento dello scopo che di contravvenzioni, quindi occorre fare un po’ di chiarezza per evitare brutte sorprese.

Innanzitutto, non c’è un tipo di veicolo specifico per sfruttare queste aree di carico/scarico, in sostanza non serve avere un camion o un tir. Secondo il CdS, infatti, gli stalli di sosta adibiti al carico/scarico possono essere sfruttati da autocarri, tir, ma anche da semplici auto e persino motocicli (pensiamo ai domicili delle attività di ristorazione, ma anche Glovo e simili). Non c’è inoltre un tempo limite, e tutto è lasciato al buon senso visto che la sosta è consentita “per tutto il tempo necessario”. Ma chi determina quanto tempo sia necessario?

Carico/scarico merci: segnaletica e sanzioni

Segnaletica carico-scarico
Il segnale che regolamenta le aree per carico/scarico merci.

Sarebbe quindi più propizio che alla segnaletica prevista per le aree di carico/scarico si abbinasse anche un’indicazione per regolamentare le limitazioni di tempo e le fasce orarie della sosta. Pensiamo per esempio allo scarico di merci di un supermercato, che solitamente avviene al mattino presto; mentre per i servizi di ristorazione solitamente il carico sugli scooter per le consegne solitamente avviene in serata, dalle 19 in poi.

Se manca una specifica indicazione oraria, infatti, lo spazio riservato al carico e scarico è valido ogni giorno della settimana, 24/7  ed è fruibile da chi sia in grado di dimostrare di effettuare carico o scarico di merci  con mezzi adibiti al trasporto di cose ad uso personale, purché nel rispetto della destinazione d’uso del veicolo secondo l’art 82 del Codice della Strada. Diversamente, si rischia di incorrere in una contravvenzione per divieto di sosta, ma solo se il veicolo è in sosta inoperoso, ovvero senza effettuare operazioni di carico e scarico. Una situazione che quindi si presta a molte interpretazioni e per cui è facile fare (e vincere) ricorso nel caso si ritenga di aver subito una multa illegittima.

Per fare ricorso in maniera efficace è necessario possedere tutta la documentazione idonea ad attestare la regolarità delle operazioni di carico/scarico merci nel preciso orario in cui è stata accertata la violazione. Le sanzioni previste per un uso improprio delle aree di carico/scarico prevedono una sanzione amministrativa che va da 41 a 168 euro. Nei casi in cui la violazione si prolunghi oltre le 24 ore, la multa sarà moltiplicata per ogni periodo di 24 ore, per il quale si protrae la violazione.